Posted on 13 March 2010. Tags: Controprogetto, Fa' La Cosa Giusta, Fastinking, Innovazione sociale, OpenLabs, Prestiamoci, PuntoEquo, Rigeneriamoci, Sostenibilità, The Hub Milano, Ufficio sostenibile

E’ partita come una serie di quesiti tra Marco (Rigeneriamoci, Fastinking) e Alberto (OpenLabs): cosa significa creare un ufficio sostenibile? Che aspetto avrebbe? Che strumenti informatici userebbe? E i mobili? E la cartoleria? Tante domande, molte senza una risposta chiara.
Poi vengono all’Hub Milano. Lo spazio – che è stato pensato per essere altamente sostenibile – è stato costruito usando materiali scartati e poi rigenerati con l’aiuto di Davide e Matteo di Controprogetto. La macchinetta del caffè in cucina è di Punto Equo, e offre tazzine “corrette”, per usare le parole di un bell’evento che ci sarà a Fa’ La Cosa Giusta stasera. Si forma un gruppetto di persone che discutono nella cucina condivisa di The Hub Milano le varie voci che quest’ufficio sostenibile declinerebbe. In fianco alla cucina siedono Paolo e Mariano di Prestiamoci, che ascoltano la conversazione con interesse, e suggeriscono: non dovrebbero essere sostenibili anche i finanziamenti?
Da domanda nasce conversazione. Da conversazione nasce collaborazione. Da collaborazione nasce innovazione sociale. Perché ci si può inventare le teorie più complesse su come si innescano processi d’innovazione, ma alla fine è tutto abbastanza semplice: basta un’idea che appassiona più persone (in questo caso quella di creare uffici sostenibili), una rete di persone molto diverse tra loro che hanno voglia di collaborare, uno spazio dove farle “casualmente” incontrare e un po’ di creatività. Nasce così Ufficio Sostenibile, e a Fa’ La Cosa Giusta sta già riscuotendo un enorme successo.
E tutto questo senza che Hub Milano abbia ancora aperto ufficialmente i suoi battenti! Adesso immaginate cosa succederà dopo il 18, data in cui inaugureremo ufficialmente The Hub…!
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Posted on 03 March 2010. Tags: Innovazione sociale, NESTA, Social Innovator, The Hub, Young Foundation

Era in gestazione da un po’, e finalmente arriva sulla rete. Si chiama Social Innovator, è stato voluto e creato da NESTA e dalla Young Foundation – due protagonisti del mondo dell’innovazione sociale in Europa – e promette di diventare il crocevia di chi sta immaginando nuove soluzioni alle sfide che ci circondano:
“Abbiamo creato Social Innovator per unire tra loro persone ed esperienze che stanno sviluppando e facendo emergere nuove idee per affrontare i problemi irrisolti che ci circondano. [...] In questo sito ci saranno guide e sostegno pratico per chi sta contribuendo a costruire la futura economia sociale: da policy-makers che ne stanno creando le condizioni giuridiche e fondazioni e filantropi che stanno offrendo finanziamenti, a organizzazioni che si stanno interrogando su come lavorare meglio e ovviamente agli stessi innovatori e imprenditori sociali.”
Già in questi primi momenti di vita, spicca The Hub come una delle best practices presentate da Social Innovator. Nella sezione “Connecting Peoeple, Ideas and Resources” si parla del network di The Hub in chiave di spazi di che innescano innovazione sociale grazie alla collaborazione che al loro interno di innesca tra persone di diversa provenienza personale e professionale. Si parla anche del Social Innovation Park nei Paesi Baschi, di cui vi abbiamo accennato poco tempo fa.
Per tutti quelli tra voi che vogliano aprirsi ad un mondo di informazioni e strumenti sull’innovazione sociale, Social Innovator è il vostro punto di partenza!
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Posted on 12 February 2010. Tags: Dialogue Cafe, Innovazione sociale

Non tutti conoscono la tecnologia Telepresence di Cisco, ma chi l’ha sperimentata sa quanto sia incredibile sedersi in una sala riunioni con colleghi dall’altra parte del tavolo (virtuale) che si trovano in realtà a Sidney, San Francisco o Kampala.
Ora, immaginate che invece di dover usare una (brutta) sala-ufficio di Cisco, possiate accomodarvi in un bel bar del centro di Milano davanti a schermo connessi a simili caffè in tutto il mondo. E che invece di parlare di indici di crescita o strategie di marketing, poteste parlare dei problemi della vostra città, e scoprire come altri che abitano a Beirut, Delhi o Mosca li stiano risolvendo. E immaginiate che – in quest’atto di dialogo puro e semplice – voi stiate, un pezzettino alla volta, contribuendo a demolire quelle barriere di pregiudizio che ancora ci separano in questo mondo globalizzato.
Questa è l’idea di Dialogue Cafe. Un’innovazione sociale e tecnologica talmente brillante e appassionante, che quando esisterà non capiremo come abbiamo fatto a vivere senza di essa per così tanti secoli. Un po’ come con il cellulare…!
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Posted on 12 February 2010. Tags: Denokinn, Gorka Espiau, Hiriko, Impresa Sociale, Innovazione sociale, Mondragon, Social Innovation Park, Social Silicon Valley

Si chiamano Gorka e Carlos. Lavorano per Denokinn. E hanno alle spalle un’esperienza con il colosso cooperativo Mondragon. E per le mani un progetto da 6 milioni di euro per costruire il primo parco per l’innovazione sociale in Europa, o la prima Silicon Valley Sociale come amano descriverla. E lo faranno nei loro nativi Peasi Baschi.
L’obiettivo è quello di creare uno spazio d’innovazione per il terzo settore, creando le condizioni per il fiorire di nuovi servizi alla persona e per l’identificazione di nuove soluzioni ai problemi socio-ambientali che ci circondano, ma anche a quelli che esisteranno tra 20 anni. Il Parco sorgerà in un’area grande 72.000 mq, con una serie di servizi offerti alle imprese sociali e ai social businesses che ne faranno uso: un’Accademia per l’Innovazione Sociale (con la London School of Economics e Euclid); in Incubatore per Imprese Sociali; un Generatore d’Innovazione Sociale per testare soluzioni innovative ad alto potenziale d’impatto e un Laboratorio/Hub per lo scambio e l’identificazione di nuove idee (ovviamente in partnership con noi di The Hub).
Volete un assaggio di quello di cui sono capaci? Guardate un po’ il progetto Hiriko, sviluppato insieme all’MIT: piccole macchine elettriche e compattabili, che – con la logica del bike-sharing – rivoluzioneranno la mobilità delle nostre città:



Incredibile? No, solo il futuro che ci aspetta.
Benvenuti nel meraviglioso mondo dell’innovazione sociale!!
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Posted on 01 February 2010. Tags: Filip Van Mullem, Hu-Bu, Innovazione sociale, Responsabilità Sociale d'Impresa (CSR), Terzo Settore, The Hub Bruxelles

Si chiama Filip Van Mullem, ha un’esperienza di molti anni nel settore privato, ma gli manca qualcosa, è tormentato da una sensazione strana, non sa bene cosa, finché d’improvviso… PAM! La folgorazione! Quella strana sensazione si chiama imprenditoria sociale. L’oggetto della sua passione: la responsabilità sociale d’impresa (CSR).
Molla tutto e si dedica ad un progetto bruciante, innovativo, ma soprattutto appassionante: connettere quelle imprese che vogliono incoraggiare i loro dipendenti a far volontariato con quelle organizzazioni non-profit che stanno cercando esperti a zero costo. Un ‘no brainer‘ – come dicono gli inglesi – una cosa tanto ovvia che sembra incredibile qualcuno non ci abbia già pensato. Eppure è così, e Filip si mette subito all’opera.
Nasce così Hu-Bu (Human-Business), una piattaforma semplice ma efficace che permette alle imprese di selezionare associazioni che facciano al caso loro, e viceversa a non-profit di selezionare personale volontario che li aiuti. Ma Hu-Bu non si ferma qui: aiuta le imprese a capire meglio il mondo del volontariato e della responsabilità sociale d’impresa nelle loro comunità, e a sviluppare dunque una governance migliore. E il tutto nasce dentro The Hub Bruxelles:
“Il team di The Hub mi ha aiutato molto a focalizzare le mie idee, e a renderle concrete. Venivo dal settore privato, e ho imparato molto sul mondo dell’imprenditoria sociale, del terzo settore e del volontariato. [...] Ho imparato a guardare il mondo in maniera diversa”.
Forse Filip ce l’avrebbe fatta lo stesso. Forse la piattaforma sarebbe stata un po’ meno sofisticata senza l’imput di quel programmatore. Forse un po’ meno rassicurante per le organizzazioni del terzo settore senza quella parola suggerita da quella host. Ma noi non lo sapremo mai: perché Filip ce l’ha fatta così, e non in un’altra maniera…
Posted in Innovazione Sociale, The Hub, Web & Tech
Posted on 31 January 2010. Tags: Acumen Fund, Critical City, Film Voices, Good Capital, Hub Bay Area, Kublai Award 2010, Progetto Kublai, Social Venture Capital, The Hub Milano

Ormai è cosa risaputa, ma per quelli tra voi che non ne fossero ancora a conoscenza, il progetto Film Voices, uno dei 6 finalisti al Kublai Camp, è stato scelto come vincitore del Kublai Award 2010. In palio c’erano EUR 5000 in servizi per sviluppare il progetto, nonche il sostegno del Ministero per lo Sviluppo Economico nella fase di realizzazione. Andare a presentare la propria idea in Comune o ad una fondazione con il sostegno di un Ministero non è certamente cosa da poco.
The Hub Milano era uno dei giurati, e vi assicuro che la scelta è stata molto difficile. Tutti i finalisti avevano presentato progetti eccezionali, innovativi, con alto potenziale d’impatto sociale. E a noi giurati non erano nemmeno state date delle linee guida di valutazione, cosa che ha reso la discussione più interessante sul perché Film Voices e non magari Pazienti.org o Porto Qui, ma anche molto più complessa e lunga (più di due ore di discussione). E alla fine non abbiamo raggiunto un accordo unanime e abbiamo scelto il meritevole vincitore per voto di maggioranza. Per la cronaca…
Che cosa ci insegna un evento come il Kublai Camp (ed un progetto come Kublai che gli sta alle spalle)? Be’, innanzitutto che anche l’amministrazione italiana può fare cose interessanti, avvincenti e innovative. Poi che ci sono veramente centinaia di nostri connazionali che stanno immaginando un mondo diverso, migliore, e che hanno tantissima voglia di costruirlo, ma che hanno bisogno di sostegno reale per farlo. Vedere questi due mondi di solito tanto lontani che s’incontrano – come è successo ieri – con disinvoltura e informalità, ma anche con professionalità e passione sociale, mi ha fatto pensare di essere in Canada o in Svezia. Lunga vita al progetto Kublai!
Ma – e c’è sempre un ma – il mondo delle risorse finanziarie (investitori, venture capitalists, fondazioni, privati) è purtroppo ancora ad anni luce da questa bellissima ecologia. Che tristezza ascoltare la storia di Critical City, vincitore del Kublai Award 2009, che con candore ci ha raccontato un anno di porte in faccia. E che frustrazione sentire un venture capitalist dire che chi fa sociale non faccia perdere tempo a chi fa investimenti. Ha torto: ci sono molto investitori nel mondo che vogliono renderlo migliore con il loro capitale. SI chiamano social venture capitalists e il loro numero sta crescendo di giorno in giorno. Fondi come Acumen Fund e Good Capital (co-fondatore di The Hub Bay Area) sono tra questi pionieri che ci stanno dimostrando cosa significa bilanciare ritorno economico e impatto sociale. E in Italia c’è Oltre Venture ad esempio, ma è un fondo solo e non basta.
E dunque un invito per il Kublai Award 2011: invitiamo 20 social venture capitalists, e se non li troviamo in Italia, facciamoli venire dall’estero. Perché tutti i progetti di ieri meritano di nascere in tempi brevi e di cominciare a trasformare l’Italia.
Posted in Eventi, Innovazione Sociale
Posted on 28 January 2010.

Commissionati da Cisco, Charles Leadbeater (di cui abbiamo gia’ scritto piu’ volte) e Annika Wong hanno prodotto un interessante paper su come imprenditori sociali in tutto il mondo stanno ripensando all’ istruzione.
Partendo dalla premessa che se Paesi differenti devono affrontare gli stessi problemi allora troveranno anche soluzioni comuni, l’ obiettivo di “Learning From The Extremes” e’ stato quello di osservare i risultati prodotti dalla creativita’ di oltre 100 innovatori sociali in Paesi quali India, Brasile e Kenya.
To make learning effective in the future, to teach the skills children will need, on the scale they will be needed (especially in the developing world), will require disruptive innovation to create new, low-cost, mass models for learning. [...]
That kind of disruptive innovation may not come from the best schools. It is much more likely to come from social entrepreneurs who often seek to meet huge need without the resources for traditional solutions: teachers, text books and schools. Disruptive innovation frequently starts in the margins rather than the mainstream.
Il paper vuole anche offrire un framework con quattro strategie chiavi che governi, scuole e famiglie dovrebbero adottare.
Iniziative come Door Step School, Hole in The Wall, Center for Digital Inclusion e Retrak sono invece alcuni esempi di come passare dalla teoria alla pratica.
Posted in Impresa Sociale, Innovazione Sociale
Posted on 20 January 2010.

E’ da poco scaricabile gratuitamente il libro “Designing Connected Places”. Nato dall’ esperienza della scuola estiva internazionale di design per lo sviluppo locale organizzata da Torino 2008 World Design Capital, Designing Connected Places e’ ora diventato una pubblicazione disponibile a tutti.

Il libro, con saggi di Ezio Manzini, Flaviano Celaschi e Claudio Germak, racconta lo sviluppo e i risultati dei 7 workshop condotti su temi quali: Active welfare, Complexity maps, Food networks, Multi-mobility, Open and safe places, Symbiotic production, Prototyping the city. A vostra disposizione tutte le 150 pagine.
[Ottagono via Massimo Menichinelli]
Posted in Design & Creatività
Posted on 16 January 2010. Tags: Alberto Cottica, Balla Coi Cinghiali, Caffè Galante, Critical City, Film Voices, Kublai Award 2010, Mafia Connection, Pazienti.org, Porto Qui, Progetto Kublai, The Hub

Vadim Gorbatov, Kublai Khan's Hunting Trip © aquiladesigns.co.uk
E’ sicuramente il progetto più significativo dell’amministrazione italiana, e forse uno dei più innovativi di tutte le amministrazioni d’Europa. In passato ha aiutato ad emergere progetti fantastici come Critical City, che noi a The Hub Milano conosciamo bene e ammiriamo da tempo. Una mosca bianca in un panorama che troppe volte ignora o è addirittura ostile alla creatività e all’impegno sociale dei giovani italiani.
Stiamo ovviamente parlando di Kublai, l’iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico coordinata da Alberto Cottica (i grandi Modena City Ramblers…) che si propone di sostenere progetti creativi che abbiano un impatto in termini di sviluppo locale. E quest’anno, in concorso per vincere il Kublai Award 2010, ce ne sono 5, tutti fantastici:
- Balla Coi Cinghiali – Il festival musicale più importante della Liguria verso la destagionalizzazione per raggiungere la sostenibilità e rilanciare il territorio.
- Caffè Galante – Ristrutturazione del CG (1929) a Patti in Sicilia, e la sua riapertura come pasticceria e gelateria tipica locale, caffè letterario e centro culturale (anche in SL).
- Film Voices – Laboratorio integrato per la realizzazione di audiodescrizioni di film per non vedenti e ipovedenti.
- Mafia Connection – Un social game per conoscere, studiare, e combattere la mafia.
- Pazienti.org – Piattaforma di dialogo e cooperazione tra pazienti ed operatori sanitari
- Porto Qui – Servizio online per mettere a sistema il turismo nautico con le aziende agricole e turistiche locali
Con queste premesse, è con immenso piacere che The Hub Milano ha accettato di far parte della giuria. Ma come faremo a scegliere tra questi progetti?!?! Impossibile. Forse la cosa migliore da fare è invitarli tutti quanti a The Hub, anche quelli scartati, così li possiamo aiutare tutti a decollare e rendere il nostro paese migliore!!
Posted in Eventi, Innovazione Sociale, The Hub
Posted on 17 December 2009. Tags: #Tech4Dev, Conflitti, Emergenze umanitarie, Innovazione sociale, Tecnologia, United Nations Foundation

La United Nations Foundation ha recentemente pubblicato uno studio molto interessante sull’applicazione di nuove tecnologie in conetsti di emergenza e conflitto. Ci segnala le organizzazioni internazionali più all’avanguardia, getta uno sguardo a come tecnologia e social networks vengano usati durante crisi umanitarie e offre alcune raccomandazioni a governi, agenzie non governative e internazionali su come sviluppare queste innovazioni sociali. Il tutto scaricabile gratuitamente dal sito della Fondazione.
La conversazione continua su Twitter (tag #Tech4Dev) o sul profilo Facebook della Fondazione.
Posted in Innovazione Sociale, Web & Tech