Archive | Innovazione Sociale

Social Innovator: innovazione sociale al quadrato

Era in gestazione da un po’, e finalmente arriva sulla rete. Si chiama Social Innovator, è stato voluto e creato da NESTA e dalla Young Foundation – due protagonisti del mondo dell’innovazione sociale in Europa – e promette di diventare il crocevia di chi sta immaginando nuove soluzioni alle sfide che ci circondano:

“Abbiamo creato Social Innovator per unire tra loro persone ed esperienze che stanno sviluppando e facendo emergere nuove idee per affrontare i problemi irrisolti che ci circondano. [...] In questo sito ci saranno guide e sostegno pratico per chi sta contribuendo a costruire la futura economia sociale: da policy-makers che ne stanno creando le condizioni giuridiche e fondazioni e filantropi che stanno offrendo finanziamenti, a organizzazioni che si stanno interrogando su come lavorare meglio e ovviamente agli stessi innovatori e imprenditori sociali.”

Già in questi primi momenti di vita, spicca The Hub come una delle best practices presentate da Social Innovator. Nella sezione “Connecting Peoeple, Ideas and Resources” si parla del network di The Hub in chiave di spazi di che innescano innovazione sociale grazie alla collaborazione che al loro interno di innesca tra persone di diversa provenienza personale e professionale. Si parla anche del Social Innovation Park nei Paesi Baschi, di cui vi abbiamo accennato poco tempo fa.

Per tutti quelli tra voi che vogliano aprirsi ad un mondo di informazioni e strumenti sull’innovazione sociale, Social Innovator è il vostro punto di partenza!

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Dialogue Cafe: il mondo in una tazza…

Non tutti conoscono la tecnologia Telepresence di Cisco, ma chi l’ha sperimentata sa quanto sia incredibile sedersi in una sala riunioni con colleghi dall’altra parte del tavolo (virtuale) che si trovano in realtà a Sidney, San Francisco o Kampala.

Ora, immaginate che invece di dover usare una (brutta) sala-ufficio di Cisco, possiate accomodarvi in un bel bar del centro di Milano davanti a schermo connessi a simili caffè in tutto il mondo. E che invece di parlare di indici di crescita o strategie di marketing, poteste parlare dei problemi della vostra città, e scoprire come altri che abitano a Beirut, Delhi o Mosca li stiano risolvendo. E immaginiate che – in quest’atto di dialogo puro e semplice – voi stiate, un pezzettino alla volta, contribuendo a demolire quelle barriere di pregiudizio che ancora ci separano in questo mondo globalizzato.

Questa è l’idea di Dialogue Cafe. Un’innovazione sociale e tecnologica talmente brillante e appassionante, che quando esisterà non capiremo come abbiamo fatto a vivere senza di essa per così tanti secoli. Un po’ come con il cellulare…!

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Innovazione sociale alla maniera Basca

Si chiamano Gorka e Carlos. Lavorano per Denokinn. E hanno alle spalle un’esperienza con il colosso cooperativo Mondragon. E per le mani un progetto da 6 milioni di euro per costruire il primo parco per l’innovazione sociale in Europa, o la prima Silicon Valley Sociale come amano descriverla. E lo faranno nei loro nativi Peasi Baschi.

L’obiettivo è quello di creare uno spazio d’innovazione per il terzo settore, creando le condizioni per il fiorire di nuovi servizi alla persona e per l’identificazione di nuove soluzioni ai problemi socio-ambientali che ci circondano, ma anche a quelli che esisteranno tra 20 anni. Il Parco sorgerà in un’area grande 72.000 mq, con una serie di servizi offerti alle imprese sociali e ai social businesses che ne faranno uso: un’Accademia per l’Innovazione Sociale (con la London School of Economics e Euclid); in Incubatore per Imprese Sociali; un Generatore d’Innovazione Sociale per testare soluzioni innovative ad alto potenziale d’impatto e un Laboratorio/Hub per lo scambio e l’identificazione di nuove idee (ovviamente in partnership con noi di The Hub).

Volete un assaggio di quello di cui sono capaci? Guardate un po’ il progetto Hiriko, sviluppato insieme all’MIT: piccole macchine elettriche e compattabili, che – con la logica del bike-sharing – rivoluzioneranno la mobilità delle nostre città:

Incredibile? No, solo il futuro che ci aspetta.

Benvenuti nel meraviglioso mondo dell’innovazione sociale!!

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Filip Van Mullem e Hu-Bu: una storia tutta The Hub

Si chiama Filip Van Mullem, ha un’esperienza di molti anni nel settore privato, ma gli manca qualcosa, è tormentato da una sensazione strana, non sa bene cosa, finché d’improvviso… PAM! La folgorazione! Quella strana sensazione si chiama imprenditoria sociale. L’oggetto della sua passione: la responsabilità sociale d’impresa (CSR).

Molla tutto e si dedica ad un progetto bruciante, innovativo, ma soprattutto appassionante: connettere quelle imprese che vogliono incoraggiare i loro dipendenti a far volontariato con quelle organizzazioni non-profit che stanno cercando esperti a zero costo. Un ‘no brainer‘ – come dicono gli inglesi – una cosa tanto ovvia che sembra incredibile qualcuno non ci abbia già pensato. Eppure è così, e Filip si mette subito all’opera.

Nasce così Hu-Bu (Human-Business), una piattaforma semplice ma efficace che permette alle imprese di selezionare associazioni che facciano al caso loro, e viceversa a non-profit di selezionare personale volontario che li aiuti. Ma Hu-Bu non si ferma qui: aiuta le imprese a capire meglio il mondo del volontariato e della responsabilità sociale d’impresa nelle loro comunità, e a sviluppare dunque una governance migliore. E il tutto nasce dentro The Hub Bruxelles:

“Il team di The Hub mi ha aiutato molto a focalizzare le mie idee, e a renderle concrete. Venivo dal settore privato, e ho imparato molto sul mondo dell’imprenditoria sociale, del terzo settore e del volontariato. [...] Ho imparato a guardare il mondo in maniera diversa”.

Forse Filip ce l’avrebbe fatta lo stesso. Forse la piattaforma sarebbe stata un po’ meno sofisticata senza l’imput di quel programmatore. Forse un po’ meno rassicurante per le organizzazioni del terzo settore senza quella parola suggerita da quella host. Ma noi non lo sapremo mai: perché Filip ce l’ha fatta così, e non in un’altra maniera…

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Film Voices vincitore del Kublai Award 2010!

Ormai è cosa risaputa, ma per quelli tra voi che non ne fossero ancora a conoscenza, il progetto Film Voices, uno dei 6 finalisti al Kublai Camp, è stato scelto come vincitore del Kublai Award 2010. In palio c’erano EUR 5000 in servizi per sviluppare il progetto, nonche il sostegno del Ministero per lo Sviluppo Economico nella fase di realizzazione. Andare a presentare la propria idea in Comune o ad una fondazione con il sostegno di un Ministero non è certamente cosa da poco.

The Hub Milano era uno dei giurati, e vi assicuro che la scelta è stata molto difficile. Tutti i finalisti avevano presentato progetti eccezionali, innovativi, con alto potenziale d’impatto sociale. E a noi giurati non erano nemmeno state date delle linee guida di valutazione, cosa che ha reso la discussione più interessante sul perché Film Voices e non magari Pazienti.org o Porto Qui, ma anche molto più complessa e lunga (più di due ore di discussione). E alla fine non abbiamo raggiunto un accordo unanime e abbiamo scelto il meritevole vincitore per voto di maggioranza. Per la cronaca… ;-)

Che cosa ci insegna un evento come il Kublai Camp (ed un progetto come Kublai che gli sta alle spalle)? Be’, innanzitutto che anche l’amministrazione italiana può fare cose interessanti, avvincenti e innovative. Poi che ci sono veramente centinaia di nostri connazionali che stanno immaginando un mondo diverso, migliore, e che hanno tantissima voglia di costruirlo, ma che hanno bisogno di sostegno reale per farlo. Vedere questi due mondi di solito tanto lontani che s’incontrano – come è successo ieri – con disinvoltura e informalità, ma anche con professionalità e passione sociale, mi ha fatto pensare di essere in Canada o in Svezia. Lunga vita al progetto Kublai!

Ma – e c’è sempre un ma – il mondo delle risorse finanziarie (investitori, venture capitalists, fondazioni, privati) è purtroppo ancora ad anni luce da questa bellissima ecologia. Che tristezza ascoltare la storia di Critical City, vincitore del Kublai Award 2009, che con candore ci ha raccontato un anno di porte in faccia. E che frustrazione sentire un venture capitalist dire che chi fa sociale non faccia perdere tempo a chi fa investimenti. Ha torto: ci sono molto investitori nel mondo che vogliono renderlo migliore con il loro capitale. SI chiamano social venture capitalists e il loro numero sta crescendo di giorno in giorno. Fondi come Acumen Fund e Good Capital (co-fondatore di The Hub Bay Area) sono tra questi pionieri che ci stanno dimostrando cosa significa bilanciare ritorno economico e impatto sociale. E in Italia c’è Oltre Venture ad esempio, ma è un fondo solo e non basta.

E dunque un invito per il Kublai Award 2011: invitiamo 20 social venture capitalists, e se non li troviamo in Italia, facciamoli venire dall’estero. Perché tutti i progetti di ieri meritano di nascere in tempi brevi e di cominciare a trasformare l’Italia.

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Il Paper “Learning From The Extremes” – Come Trasformare L’ Istruzione

Commissionati da Cisco, Charles Leadbeater (di cui abbiamo gia’ scritto piu’ volte) e Annika Wong hanno prodotto un interessante paper su come imprenditori sociali in tutto il mondo stanno ripensando all’ istruzione.

Partendo dalla premessa che se Paesi differenti devono affrontare gli stessi problemi allora troveranno anche soluzioni comuni, l’ obiettivo di “Learning From The Extremes” e’ stato quello di osservare i risultati prodotti dalla creativita’ di oltre 100 innovatori sociali in Paesi quali India, Brasile e Kenya.

To make learning effective in the future, to teach the skills children will need, on the scale they will be needed (especially in the developing world), will require disruptive innovation to create new, low-cost, mass models for learning. [...]

That kind of disruptive innovation may not come from the best schools. It is much more likely to come from social entrepreneurs who often seek to meet huge need without the resources for traditional solutions: teachers, text books and schools. Disruptive innovation frequently starts in the margins rather than the mainstream.

Il paper vuole anche offrire un framework con quattro strategie chiavi che governi, scuole e famiglie dovrebbero adottare.

Iniziative come Door Step School Hole in The Wall, Center for Digital Inclusion e Retrak sono invece alcuni esempi di come passare dalla teoria alla pratica.

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Designing Connected Places – Scaricabile Gratuitamente

E’ da poco scaricabile gratuitamente il libro “Designing Connected Places”. Nato dall’ esperienza della scuola estiva internazionale di design per lo sviluppo locale organizzata da Torino 2008 World Design Capital, Designing Connected Places e’ ora diventato una pubblicazione disponibile a tutti.

Il libro, con saggi di Ezio Manzini, Flaviano Celaschi e Claudio Germak, racconta lo sviluppo e i risultati dei 7 workshop condotti su temi quali: Active welfare, Complexity maps, Food networks, Multi-mobility, Open and safe places, Symbiotic production, Prototyping the city. A vostra disposizione tutte le 150 pagine.

[Ottagono via Massimo Menichinelli]

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The Hub Milano al Kublai Award

Vadim Gorbatov, Kublai Khan's Hunting Trip © aquiladesigns.co.uk

Vadim Gorbatov, Kublai Khan's Hunting Trip © aquiladesigns.co.uk

E’ sicuramente il progetto più significativo dell’amministrazione italiana, e forse uno dei più innovativi di tutte le amministrazioni d’Europa. In passato ha aiutato ad emergere progetti fantastici come Critical City, che noi a The Hub Milano conosciamo bene e ammiriamo da tempo. Una mosca bianca in un panorama che troppe volte ignora o è addirittura ostile alla creatività e all’impegno sociale dei giovani italiani.

Stiamo ovviamente parlando di Kublai, l’iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico coordinata da Alberto Cottica (i grandi Modena City Ramblers…) che si propone di sostenere progetti creativi che abbiano un impatto in termini di sviluppo locale. E quest’anno, in concorso per vincere il Kublai Award 2010, ce ne sono 5, tutti fantastici:

  • Balla Coi Cinghiali – Il festival musicale più importante della Liguria verso la destagionalizzazione per raggiungere la sostenibilità e rilanciare il territorio.
  • Caffè Galante – Ristrutturazione del CG (1929) a Patti in Sicilia, e la sua riapertura come pasticceria e gelateria tipica locale, caffè letterario e centro culturale (anche in SL).
  • Film Voices – Laboratorio integrato per la realizzazione di audiodescrizioni di film per non vedenti e ipovedenti.
  • Mafia Connection – Un social game per conoscere, studiare, e combattere la mafia.
  • Pazienti.org – Piattaforma di dialogo e cooperazione tra pazienti ed operatori sanitari
  • Porto Qui – Servizio online per mettere a sistema il turismo nautico con le aziende agricole e turistiche locali

Con queste premesse, è con immenso piacere che The Hub Milano ha accettato di far parte della giuria. Ma come faremo a scegliere tra questi progetti?!?! Impossibile. Forse la cosa migliore da fare è invitarli tutti quanti a The Hub, anche quelli scartati, così li possiamo aiutare tutti a decollare e rendere il nostro paese migliore!! ;-)

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Nuove Tecnologie in Emergenze e Conflitti

La United Nations Foundation ha recentemente pubblicato uno studio molto interessante sull’applicazione di nuove tecnologie in conetsti di emergenza e conflitto. Ci segnala le organizzazioni internazionali più all’avanguardia, getta uno sguardo a come tecnologia e social networks vengano usati durante crisi umanitarie e offre alcune raccomandazioni a governi, agenzie non governative e internazionali su come sviluppare queste innovazioni sociali. Il tutto scaricabile gratuitamente dal sito della Fondazione.

La conversazione continua su Twitter (tag #Tech4Dev) o sul profilo Facebook della Fondazione.

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Good 50×70 agli Open Hub Days

good57

Partito nel 2007, Good 50X70 e’ uno dei piu’ importanti  progetti internazionali di comunicazione sociale. Creato da un gruppo indipendente di giovani professionisti, il progetto rappresenta gia’ un database immenso di strumenti di comunicazione per le associazioni benefiche: 1600 poster ricevuti il primo anno; 2700 il secondo e 4200 quest’anno. Se avete 59 secondi potete vedere qui sotto la storia di Good50X70. Ma ovviamente  il modo migliore per conoscerli e’ venirli a sentire durante gli Open Hub Days alle 18.30 di Venerdi 11 Dicembre.

Good 50×70 project summary from Good 50×70 on Vimeo.

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