Archive | Design & Creatività

3 Social Newtork (e mezzo) Per Imprenditori Sociali

Uno dei principi fondamentali dell’ innovazione e dell’ innovazione sociale e’ la collaborazione tra le persone. Come abbiamo gia’ scritto, anche Bill Drayton, fondatore di Ashoka, definisce l’ imprenditoria sociale come “a community of leading social entrepreneurs working together”.

E allora dove si trovano online gli innovatori sociali. Potete iniziare da questi tre network per incontrare alcuni di loro.

UnltdWorld potrebbre essere l’ equivalente online piu’ vicino a The Hub. E’ un social network tramite cui imprenditori sociali da ogni parte del mondo possono connettersi gli uni agli altri, trovare nuove opportunita’ di lavoro e partnership, organizzare comunita’ e sviluppare nuovi progetti.

Open Architecture e’ si dedica a ridefinire il ruolo dell’ architettura qualche strumento per il cambiamento sociale e il miglioramento della vita delle persone. Con piu’ di 15.000 iscritti, il network che sostiene la necessita’ di una architectural revolution”, e’ un progetto di Architecture for Humanity, un’ organizzazione no-profit che opera in piu’ di 25 paesi con oltre 60 progetti fondata nel 1999 dal geniale Cameron Sinclair, vincitore del TED Prize 2006.

Utilizzare il design quale driver di innovazione sociale e’ anche la missione di Design21. Il network e’ un progetto della societa’ Felissimo in collaborazione con l’ Unesco.

I precedenti tre erano i “social network”,  questo e’ il “mezzo”. Social Edge e’ in realta’ un network di blog sull’ innovazione e l’ imprenditoria sociale. Non un vero e proprio social network quindi, ma senza dubbio, con i suoi oltre 60 blog, scritti dagli stessi imprenditori sociali, uno dei piu’ importanti spazi di conversazione online su questi temi. Social Edge, e’ un progetto della Skoll Foundation, l’ organizzazione fondata nel 1999 dal multimiliardario Jeff Skoll, impiegato numero 1 di eBay di cui poi ne divenne il presidente.

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Come Facilitare Un Processo Collaborativo

Lo scorso Lunedi, i Membri di The Hub si sono incontrati per fare il punto sui nostri primi 6 mesi di attivita’. L’ evento e’ stato facilitato da Andrea Guida che nel seguente post ci racconta com’ e’ andata. Andrea è Membro di The HUB, si occupa di disegnare e facilitare processi collaborativi per ogni tipo di organizzazione, attività che svolge con Collaboration in Organizations e come membro del The ValueWeb.

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Il mio primo incontro con The HUB risale a parecchi mesi fa. Per la precisione a quando la “sede” era ancora sulla circonvallazione piccola, in un piacevole Caffé dotato di complimentary wifi. L’idea era di incontrarci per una chiacchierata prima di pranzo e invece un fiume di parole e di idee ci portò sino all’aperitivo.

Ora sono trascorsi sei mesi dalla inaugurazione ufficiale e il flusso di idee non si è arrestato, anzi si è arricchito del valore del network che cresce continuamente.

Ma come sta andando? Cosa potremmo migliorare? Quale è l’esperienza dei membri?

Con queste domande Alberto, Federica e Nicolò hanno pensato di organizzare un incontro dove aprire la discussione a tutti gli hubbers.

Con loro abbiamo quindi ragionato su come utilizzare al meglio i 180 minuti a disposizione, cercando di disegnare delle attività che raccogliessero il maggior numero di feedback, offrendo spazio alle tante tematiche che riguardano un organismo complesso come un HUB.

Circa 50 hubbers hanno aderito all’iniziativa, che si è svolta Lunedì 26 Luglio in una Milano già al mare ma graziata da una parziale tregua dal caldo più torrido.

Alberto ha aperto i lavori raccontando questi primi 6 mesi di attività: “siamo 170, abbiamo vissuto insieme alcuni momenti memorabili come la co-creazione di questo spazio, abbiamo organizzato molti eventi, tantissime persone ci hanno fatto visita… ed è incredibile quanta strada abbiamo fatto. Siamo però ancora uno start-up e abbiamo sicuramente dei margini di miglioramento.”

Quale è la tua esperienza di membership? Quale elemento ti è sembrato decisamente vincente? Quale invece credi vada migliorato? Cosa è per te l’HUB al di là delle definizioni che conosciamo?

Siamo partiti dalle risposte individuali a queste domande per chiederci, divisi in piccoli gruppi da 6/7 persone, quali fossero le aree, i temi o le criticità possibile ambito di evoluzione dell’hub.

Dalla condivisione in plenaria di questi ragionamenti, siamo giunti ad individuare 7 macro aree con relative indicazioni dei temi più sentiti.

Membership: regole, possibili forme di condivisione delle “storie dietro ogni membro, regole comportamentali
Io Hub: accento sulla possibile autoreferenzialità della community
Spazio fisico: regole per l’accesso agli spazi, accesso facile ad un comportamento ecologicamente corretto per i visitatori del centro, possibili miglioramenti della struttura
Spazio virtuale: sito, uso della mailing list, comunicazioni, netiquette, social
Eventi: gestione del calendario, visibilità delle iniziative
Progetti Hub®: progetti patrocinati da HUB Milano con un forte collegamento col territorio
Fase2: sono un nuovo membro, tutto bellissimo. E adesso?

Ci siamo quindi divisi in nuovi gruppi per dibattere la tematica, individuare le criticità più pressanti e suggerire possibili soluzioni/correttivi, che abbiamo condiviso nell’ultima plenaria di conclusione.

Alberto e Federica hanno chiuso l’incontro ringraziando per la partecipazione e prendendosi in carico l’analisi dei risultati. In realtà scopriamo che alcuni dei temi emersi sono stati già affrontati e presto, appena avranno raggiunto il dettaglio necessario, verranno annunciate delle iniziative relative molto interessanti.

Un ringraziamento speciale va a Alfredo esperto di facilitazione grafica e mio “partner in crime” che ci ha raggiunto da Bologna per aiutarci a fissare le discussioni in modo intelleggibile e… bello!

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Arrivati i nuovi tavoli!

Arrivati da un solo giorno, e già sembra che abbiano sempre fatto parte dello spazio. Sono i tavoli e la cassetta delle lettere in cartone realizzate da A4A! E sono bellissimi!

Siamo sempre più pronti ad accogliere voi e i vostri progetti dentro The Hub Milano dopo la nostra inaugurazione tra 2 giorni…!

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Designing Connected Places – Scaricabile Gratuitamente

E’ da poco scaricabile gratuitamente il libro “Designing Connected Places”. Nato dall’ esperienza della scuola estiva internazionale di design per lo sviluppo locale organizzata da Torino 2008 World Design Capital, Designing Connected Places e’ ora diventato una pubblicazione disponibile a tutti.

Il libro, con saggi di Ezio Manzini, Flaviano Celaschi e Claudio Germak, racconta lo sviluppo e i risultati dei 7 workshop condotti su temi quali: Active welfare, Complexity maps, Food networks, Multi-mobility, Open and safe places, Symbiotic production, Prototyping the city. A vostra disposizione tutte le 150 pagine.

[Ottagono via Massimo Menichinelli]

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Good 50×70 agli Open Hub Days

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Partito nel 2007, Good 50X70 e’ uno dei piu’ importanti  progetti internazionali di comunicazione sociale. Creato da un gruppo indipendente di giovani professionisti, il progetto rappresenta gia’ un database immenso di strumenti di comunicazione per le associazioni benefiche: 1600 poster ricevuti il primo anno; 2700 il secondo e 4200 quest’anno. Se avete 59 secondi potete vedere qui sotto la storia di Good50X70. Ma ovviamente  il modo migliore per conoscerli e’ venirli a sentire durante gli Open Hub Days alle 18.30 di Venerdi 11 Dicembre.

Good 50×70 project summary from Good 50×70 on Vimeo.

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Bikeworks, migliore start-up d’imprenditoria sociale in Inghilterra

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Si sono concluse le votazioni per le migliori imprese sociali in Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord, e Bikeworks – membro di The Hub Islington – ha raccolto il primo premio per migliore start-up inglese. Bikeworks, che è arrivata a The Hub circa 6 mesi fa, è un’impresa sociale (Community Interest Company) che usa le biciclette come strumento per affrontare le sfide ambientali, sociali ed economiche dell’Est di Londra, una zona tradizionalmente afflitta da varie piaghe sociali:

“Bikeworks offre soluzioni locali a problemi globali, attraverso la promozione di un mezzo di trasporto urbano sostenibile: la bicicletta. Concentrandosi sulle aree socialmente deprivate dell’Est di Londra, Bikeworks offre opportunità d’impiego e formazione a giovani con difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro”

E’ dunque un’impresa sociale molto vicina al concetto italiano di impresa sociale, ed è ovviamente per noi un piacere vedere che uno dei nostri membri inglesi venga riconosciuto dal governo come modello d’imprenditoria sociale. Gli Hubbers di Bikeworks sono addirittura stati ricevuti dal Primo Ministro Gordon Brown, che non sono certo ami molto le bicicletta, ma certo ama le imprese sociali.

Ora vedremo se, nel round finale, questo riconoscimento a Bikeworks (e indirettamente a The Hub!) si estenderà a tutta la Gran Bretagna (per chi fosse ancora confuso sulla geografia britannica, c’è sempre Wikipedia…!)

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