La decisione di chi includere in questa lista è stata affidata – oltre che al guru Richard – ad un pannello di esperti dell’industria del turismo, capitanati da Graham Miller, Direttore di Studi Internazionali dell’Università del Surrey. Era affiancato da Tim Smit, CEO e co-fondatore dell’Eden Project, Alastair Sawday, fondatore delle guide Sawday ai Posti Speciali Dove Stare, e da Miranda Krestovnikoff, presentatrice televisiva esperta in ecologia della BBC. Tra i partners dell’iniziativa anche il Forum for the Future, noto qui in Italia come The Natural Step, che The Hub Milano conosce bene (anzi, Eric Ezechieli era qui da noi proprio oggi!).
Una bella iniziativa, che ci fa ben sperare sulle potenzialità – soprattutto in Italia – di una svolta verde dell’industria del turismo.
Ieri The Hub Milano ha avuto il primo, bell’incontro con il movimento delle Transition Towns in Italia, nella persona di Ellen Bermann, tedesca di nascita, comasca d’adozione, una delle coordinatrici del movimento nel nostro paese. Non è certo la prima volta che i due ecosistemi di The Hub e Transition Towns si incontrano. Tra i nostri membri in Inghilterra contiamo infatti Naresh Giangrande, uno dei fondatori del progetto.
Nato qualche anno fa in Irlanda, e reso celebre a Totnes, in Gran Bretagna, il Transition Town Movement ha ormai seguaci e aderenti in molti piccoli e medi centri del mondo, dalla California all’Australia. E da poco, Ellen l’ha portato in Italia, dove sta già riscuotendo molto successo. Ma che cosa fa esattamente il movimento delle Transition Towns? Nella loro stessa definizione, vuole:
“… ispirare, incoraggiare connettere, sostenere e formare comunità che vogliono applicare il modello della transizione e rafforzare la loro capacità collettiva di ridurre la loro dipendenza dagli idrocarburi e quindi le loro emissioni di carbonio.”
Nella pratica, il movimento sta usando una serie di metodologie formative molto interessanti per ridare potere ai piccoli centri e in particolare alle loro comunità sul loro futuro, in un mondo che ci sta sempre più suggerendo di essere fuori controllo, e quindi fuori dalla nostra capacità di agire e cambiarlo. Ellen ci ha suggerito subito di organizzare presso The Hub una “transition talk“, cioè un’illustrazione del movimento e dei suoi principi base, seguito da piccolo dibattito.
Appena superata l’inaugurazione che ci sta prendendo parecchio tempo, come immaginerete, sarà una delle prime conversazioni che ospiteremo!
Fino a qualche anno fa, economisti che ipotizzavano un modello di sviluppo economico avulso dal concetto di crescita perpetua erano ridicolizzati e paragonati a quei predicatori della fine del prim0 (e secondo) millennio che annunciavano la fine del mondo. E invece, la fine del mondo (economico) è arrivata, con un’ennesima crisi finanziaria che stavolta non ha distrutto qualche paese in via di sviluppo, ma ha spazzato via colossi d’investimento, fatto fare mea culpa agli intoccabili dell’economia e riaperto un dialogo finalmente equilibrato su come vogliamo strutturare le nostre società e le nostre economie per un futuro più sostenibile.
Dopo la realizzazione del rapporto «Happy Planet Index» (HPI) ovvero l’«Indice di felicità planetaria» (il quale piuttosto che misurare la crescita o meno del PIL, si è focalizzato sulle aspettative di vita, la felicità individuale e l’impatto ambientale), la «New Economics Foundation» (NEF) di Londra ha diffuso un suo nuovo lavoro, svolto in collaborazione con il celebre Schumacher College ed intitolato «La crescita non è possibile. Perché abbiamo bisogno di una nuova direzione economica».
La fine del mondo è arrivata, e forse stavolta il nuovo mondo che sta emergendo (se le nostre classi politiche ed economiche lo permetteranno) farà un po’ meno paura a tutti.
Ci sono organizzazioni che non hanno bisogno di presentazioni: una di queste è Fa’ La Cosa Giusta, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, che si tiene a Milano ogni anno a Marzo. Nata 6 anni fa da un’idea di Terre di Mezzo, la fiera conta ormai più di 50.000 visitatori, e ha gemmato esperienze simili a Trento, Genova, Parma e presto anche in Sicilia. Di questa bellissima storia e del futuro del consumo responsabile ce ne parlerà Giovanni Petrinigiovedì 10 dicembre alle 13:00. Giovanni è il coordinatore delle attività di Fa’ La Cosa Giusta, è uno dei massimi esperti in economia solidale a Milano (e azzardiamo in Italia!) ed è anche una delle persone più vicine al progetto The Hub a Milano. E’ pertanto un onore averlo tra noi in occasione degli Open Hub Days e sarà un piacere condividere con tutti voi la sua storia.
E’ difficile pensare a qualcosa di più attuale in questi tempi di crisi finanziarie e tracolli economici del lavoro di Avanzi, un centro di ricerca, consulenza e formazione sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale. In particolare, Avanzi è una delle organizzazioni in Italia più all’avanguardia sui temi legati a finanza etica e finanza per lo sviluppo, essendo stata promotrice del Forum per la Finanza Sostenibile e – insieme a Vigeo – di Avanzi SRI Research, una società che si occupa di investimenti socialmente responsabili. Sta anche lavorando al progetto della Borsa Sociale, su modello del Social Stock Exchange britannico. Tutto questo ce lo racconterà Davide Dal Masovenerdì 11 dicembre alle 16:30. Inutile dirvi che non potete perdervelo!
E’ troppo tardi per essere pessimisti! Con questo bellissimo slogan Clara Mantica e Giuliana Zoppis – i due volti raggianti di BestUp, il circuito per la promozione dell’abitare sostenibile – ci racconteranno alle 17:30 di giovedì 10 dicembre la loro storia, ed in particolare che cosa significhi per loro “bello, equo e sostenibile”. Per noi significa fare quello che Clara e Giuliana fanno da tempo con passione e tenacia, promuovendo eventi come Design Sostenibile Milano o come la recente conversazione tenutasi nella sala Agorà della Triennale tra BestUp, imprenditori, accademici e giornalisti nell’occasione della presentazione del bilancio sociale dell’organizzazione. Insomma, ne vedremo delle… belle!