<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>The Hub Milano</title> <atom:link href="http://hubmilan.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://hubmilan.com</link> <description></description> <lastBuildDate>Thu, 26 Apr 2012 20:23:24 +0000</lastBuildDate> <language>it</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Meet the members: Carolina Traverso</title><link>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-carolina-traverso/</link> <comments>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-carolina-traverso/#comments</comments> <pubDate>Mon, 23 Apr 2012 17:00:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Alberto Masetti-Zannini</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri membri]]></category> <category><![CDATA[The Hub]]></category><guid isPermaLink="false">http://hubmilan.com/it/?p=5067</guid> <description><![CDATA[Chi sei e qual è il tuo progetto? Sono Carolina Traverso, psicologa e insegnante di mindfulness, mi sono formata presso il Centre For Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, e curo a Milano Semplicemente Mindfulness &#8211; Progetto Antistress. Mindfulness vuol dire stare con le cose così come sono, con curiosità e con gentilezza. E’ meditazione, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img width="526" height="392" src="http://hubmilan.com/wp-content/themes/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2012/04/Carolina-Traverso.png&amp;w=526&amp;zc=1&amp;a=c" alt="Meet the members: Carolina Traverso" /><p><img class="alignnone size-medium wp-image-5068" title="Carolina Traverso" src="http://hubmilan.com/wp-content/uploads/2012/04/Carolina-Traverso-500x372.png" alt="" width="500" height="372" /></p><p><strong>Chi sei e qual è il tuo progetto?</strong></p><p><em>Sono Carolina Traverso, psicologa e insegnante di mindfulness, mi sono formata presso il Centre For Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, e curo a Milano <a href="http://www.semplicementemindfulness.com/Intro-LogoAnimation.html">Semplicemente Mindfulness &#8211; Progetto Antistress</a>. </em><em>Mindfulness vuol dire stare con le cose così come sono, con curiosità e con gentilezza.</em></p><p><em>E’ meditazione, ma non solo. </em><em>E’ un metodo scientificamente validato per gestire lo stress ed essere più creativi. </em><em>E’ fare un respiro profondo, e fermarsi un momento a guardare il cielo. </em><em>È coltivare la capacità di stupirsi, e di imparare tutta la vita. </em><em>E’ non accontentarci della prima risposta, e sentirci liberi di cambiare. </em><em>E’ sapere che abbiamo bisogno gli uni degli altri, e amare le persone senza la pretesa di salvarle. </em><em>E’ scegliere quando agire e quando fermarci. </em><em>E’ smettere di giudicarci, e correre dei rischi anche quando abbiamo paura di sbagliare. </em><em>E’ goderci i silenzi fra le parole. </em><em>E’ condividere conoscenza e passione. </em><em>E’ sapere che possiamo sentirci esattamente come ci sentiamo. </em><em>E’ ridere di gusto anche quando tutto sembra un casino. </em><em>E’ sapere che la capacità di riflettere è una gran bella dote, ma ascoltare la pancia a volte ti salva la vita. </em><em>E’ concederci ogni tanto di essere e basta, perché è già una grandissima cosa. </em><em>E’ non pensare di saperla più lunga di chi non pratica <a href="https://www.facebook.com/SemplicementeMindfulness">mindfulness</a>.</em></p><p><strong>In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?</strong></p><p><em>Chi pratica mindfulness scopre che le “persone normali” sono una leggenda metropolitana. Tutti ne parlano, ma nessuno ne ha mai vista una. Scopre che si può essere calmi ed entusiasti allo stesso tempo, e che entrambe queste qualità sono contagiose. Trova grazia in sé e negli altri, sa distinguere l’aria fritta dalle cose sensate, corre il rischio di essere ridicolo piuttosto che di vivere una vita a metà. Apprezza il profumo dei glicini ma sa anche essere pratico. Si ferma e ascolta, ma non smette di seguire con fermezza un’intenzione. E se gli batte un po’ più forte il cuore, sa che anche questo è normale. Condivide il suo talento con il mondo, riconosce i propri errori, e ricomincia da capo. Accetta il cambiamento come una componente inevitabile della vita, e ci sta dentro. Sa che preoccuparsi è un abuso dell’immaginazione. E che essere ricchi significa scegliere: non tanto cosa comprare, ma come vivere. Dentro e oltre a qualsiasi crisi.</em></p><p><strong>Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà?</strong></p><p><em>Quando non mi sono ascoltata. Quando mi sono fatta prendere dalle mie aspettative invece che guardare la realtà. Quando sono stata troppo esigente con me stessa. Quando ho fatto dipendere il mio senso del valore personale da giudizi o condizioni esterne. Quando ho pensato di potere fare tutto, da sola, e per forza. Quando mi faccio prendere così tanto dall’idea che posso migliorarmi, che mi dimentico di apprezzare il presente e tutto quello che ho costruito sinora. </em></p><p><strong>Qual è stato invece il tuo maggiore successo?</strong></p><p><em><a href="http://dereksdharma.wordpress.com/2012/01/07/q-to-hh-the-dalai-lama-what-was-the-happiest-moment-of-your-life/">Questo momento</a>. Ma non l’ho detto io. Pare l’abbia detto il XIV Dalai Lama a qualcuno che gli chiedeva quale fosse stato il momento più bello della sua vita. Ogni volta che me lo ricordo mi sento meglio. </em></p><p><strong>Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete? </strong></p><p><em>Innovazione e sostenibilità sono nella mia mente l’equivalente del coraggio e della gentilezza necessari per affrontare bene qualsiasi sfida. Dal fermarsi a guardare le cose così come sono, come si fa nella pratica mindfulness, al decidere di cambiare il mondo attraverso un’impresa sociale. Ci vuole una sana dose di <a href="http://www.johnelkington.com/activities/powerofunreasonablepeople.asp">irragionevolezza</a> per essere Hubber: bisogna essere concreti ma anche un po’ visionari, e fidarsi del fatto che la condivisione di idee e competenze può solo andare a beneficio di tutti. Ho bisogno di circondarmi di persone così. Ed essere una di loro mi rende orgogliosa.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-carolina-traverso/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>The Hub Milano partner di Unreasonable at Sea</title><link>http://hubmilan.com/it/2012/04/the-hub-milano-partner-di-unreasonable-at-sea/</link> <comments>http://hubmilan.com/it/2012/04/the-hub-milano-partner-di-unreasonable-at-sea/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 Apr 2012 15:15:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Alberto Masetti-Zannini</dc:creator> <category><![CDATA[Impresa Sociale]]></category> <category><![CDATA[The Hub]]></category> <category><![CDATA[Unreasonableatsea]]></category><guid isPermaLink="false">http://hubmilan.com/it/?p=5058</guid> <description><![CDATA[The Hub Milano è lieto di annunciare una partenrship ufficiale con Unreasonable at Sea, probabilmente il programma di accelerazione d’impresa sociale tech più appetibile al mondo. 10 imprese tecnologiche ad alto impatto sociale, 20 mentori, 1 nave, 14 nazioni, 100 giorni e 1 convinzione: che gli imprenditori sociali possano cambiare il mondo in meglio. Unreasonable [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img width="526" height="295" src="http://hubmilan.com/wp-content/themes/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2012/04/279037965_640.jpg&amp;w=526&amp;zc=1&amp;a=c" alt="The Hub Milano partner di Unreasonable at Sea" /><p><img class="alignnone size-medium wp-image-5063" title="279037965_640" src="http://hubmilan.com/wp-content/uploads/2012/04/279037965_640-500x280.jpg" alt="" width="500" height="280" /></p><p>The Hub Milano è lieto di annunciare una <a href="http://unreasonableatsea.com/portfolio/the-hub-milano/">partenrship ufficiale</a> con <a href="http://unreasonableatsea.com/">Unreasonable at Sea</a>, probabilmente il programma di accelerazione d’impresa sociale tech più appetibile al mondo. 10 imprese tecnologiche ad alto impatto sociale, 20 mentori, 1 nave, 14 nazioni, 100 giorni e 1 convinzione: che gli imprenditori sociali possano cambiare il mondo in meglio. <a href="http://unreasonableatsea.com/">Unreasonable @ Sea</a> nasce da una partnership tra l’altrettanto irragionevole <a href="http://unreasonableinstitute.org/">Unreasonable Institute</a> e <a href="http://www.semesteratsea.org/">Semester at Sea</a>, ed è un programma di accelerazione d’impresa per imprenditori di successo che vogliono raggiungere mercati internazionali.</p><p>L’unicità non sta tanto nei <a href="http://unreasonableatsea.com/mentors/">20 mentori d’eccezione</a> che sono stati selezionati per l’occasione, ma nel fatto che l’intero programma verrà ospitato da una nave che circumnavigherà il globo, facendo spola in 14 paesi diversi del Sud del mondo. Condizione unica per essere selezionati è il saper dimostrare che la propria tech-company stia avendo un impatto altamente positivo sulle sfide sociali e ambientali che ci circondano.</p><p>La scadenza per fare domanda di partecipazione è il 20 maggio. Peccato: siamo sicuri che i finalisti del nostro <a href="http://sicampmilano.org/">SICamp Milano</a> avrebbero potuto essere degli ottimi candidati, ma loro emergeranno dal Camp solo il 10 giugno! Vorrà dire che prenderanno la prossima nave…!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://hubmilan.com/it/2012/04/the-hub-milano-partner-di-unreasonable-at-sea/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Meet the members: Roberto Siena</title><link>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-roberto-siena/</link> <comments>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-roberto-siena/#comments</comments> <pubDate>Mon, 16 Apr 2012 10:57:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Alberto Masetti-Zannini</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri membri]]></category> <category><![CDATA[The Hub]]></category><guid isPermaLink="false">http://hubmilan.com/it/?p=5046</guid> <description><![CDATA[Chi sei e qual è il tuo progetto? Sulla foto appesa alla bacheca dei membri cè scritto Roberto Siena, designer a 360°. Credo che questa definizione sintetica rappresenti bene il mio essere un designer &#8216;tuttologo&#8216;. Questa caratteristica mi ha aiutato ad affrontare con successo diversi aspetti della vita, e si è rivelata fondamentale in molti miei progetti. Mi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img width="526" height="301" src="http://hubmilan.com/wp-content/themes/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2012/04/foto-intervista-HUB.jpg&amp;w=526&amp;zc=1&amp;a=c" alt="Meet the members: Roberto Siena" /><p><img class="alignnone size-medium wp-image-5047" title="foto intervista HUB" src="http://hubmilan.com/wp-content/uploads/2012/04/foto-intervista-HUB-500x286.jpg" alt="" width="500" height="286" /></p><p><em>Chi sei e qual è il tuo progetto?</em></p><p>Sulla foto appesa alla bacheca dei membri cè scritto Roberto Siena, designer a 360°. Credo che questa definizione sintetica rappresenti bene il mio essere un designer &#8216;<em>tuttologo</em>&#8216;. Questa caratteristica mi ha aiutato ad affrontare con successo diversi aspetti della vita, e si è rivelata fondamentale in molti miei progetti. Mi sono reso conto negli anni che questo aspetto &#8216;poliedrico&#8217; si è presentato in tante attività non solo professionali. Penso ad esempio allo sport, che pratico da sempre: da bambino come ora mi sono cimentato nelle discipline più diverse, in alcune arrivando anche ad un buon livello. Oggi ho la consapevolezza di aver fatto una scelta, se pur inizialmente inconscia, calzante alla mia persona spinta sempre da una forte curiosità e senso di sfida.</p><p>Il mio attuale progetto si chiama <a href="http://www.palindroma.it" target="_blank">Palindroma</a> | abitare la vita! Nasce nel 2007 come attività &#8216;b-side&#8217; con l&#8217;obiettivo di sperimentare e realizzare progetti indipendenti e più sostenibili, creando arredi e complementi, accessori e oggetti che facilitino il contatto, l’usabilità e la personalizzazione del proprio habitat. L’intera collezione è da me progettata e auto-prodotta collaborando con diverse figure professionali coinvolte all’occorrenza, in un’ottica vincente di reciproca &#8216;contaminazione riflessa&#8217; in puro stile palindromo.</p><p><em>In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?</em></p><p>Pur nei limiti di un progetto che non si pone l&#8217;obiettivo di cambiare il mondo, l&#8217;approccio di progettare i miei pezzi intorno alle dinamiche di usabilità del cliente e scegliere materiali e processi favorendo delle scelte sostenibili mi spinge a credere che <a href="http://www.palindroma.it" target="_blank">Palindroma</a> potrà in qualche misura contribuire a rendere il mondo migliore. Quanto meno sensibilizzando su questi temi tutti quelli che vi entrano in contatto.</p><p><em>Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà?</em></p><p>I momenti di difficoltà della vita sono stati numerosi e immagino ne avrò altri. Fortunatamente però non ne ricordo uno in particolare. Cerco sempre di affrontare le difficoltà una per volta finché le supero senza che lascino segni indelebili.</p><p><em>Qual è stato invece il tuo maggiore successo?</em></p><p>Troppo banale dire: mio figlio? Direi di si, visto che all&#8217;età di 4 mesi mi sta regalando più notti in bianco che soddisfazioni! A parte la mia paternità, devo dire che il mio maggiore successo, che per me è tutt&#8217;altro che notorietà-soldi-potere, è forse quello di essermi liberato dal vincolo di lavorare per qualcuno con il quale spesso non condividevo molto, se non un semplice legame economico, ed essermi reso conto che l&#8217;obiettivo della mia vita è quello che Wikipedia definisce <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Semplicit%C3%A0_volontaria">semplicità volontaria</a>. Intendo con ciò la scelta di una libera, volontaria e consapevole autoriduzione dei miei utili bilanciata però da un migliore equilibrio tra tempo di lavoro e tempo libero. Non sempre ci riesco, ma sempre ci provo!</p><p><em>Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete?</em></p><p>Sono a The Hub perché dopo aver letto un articolo che descriveva l&#8217;Hub di Londra mi sono innamorato dell&#8217;idea e mi sono dato da fare per capire se lo stesso concept poteva essere portato anche a Milano. Non è certo (solo) merito mio se oggi esiste Hub Milano, ma mi piace pensare di aver contribuito in qualche misura alla sua nascita, perché ho partecipato molto attivamente alla progettazione e realizzazione dello spazio.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-roberto-siena/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Meet the members: Fabrizio Ferreri</title><link>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-fabrizio-ferreri/</link> <comments>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-fabrizio-ferreri/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 14:44:39 +0000</pubDate> <dc:creator>Alberto Masetti-Zannini</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri membri]]></category> <category><![CDATA[The Hub]]></category><guid isPermaLink="false">http://hubmilan.com/it/?p=5038</guid> <description><![CDATA[Chi sei e qual è il tuo progetto? Mi limito al nome, perché la domanda “chi sei” può mettere in crisi . Sono Fabrizio Ferreri. Sono Presidente dell’Associazione Sportiamo – Lo sport che unisce con cui stiamo lanciando We Sport for Social in partnership con We-Sport. Mi occupo anche di una startup web  http://urli.st/, di cui [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img width="526" height="394" src="http://hubmilan.com/wp-content/themes/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2012/04/Fabrizio-Ferreri-hub.jpg&amp;w=526&amp;zc=1&amp;a=c" alt="Meet the members: Fabrizio Ferreri" /><p><img class="alignnone size-medium wp-image-5040" title="Fabrizio Ferreri - hub" src="http://hubmilan.com/wp-content/uploads/2012/04/Fabrizio-Ferreri-hub-500x375.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p><p><em>Chi sei e qual è il tuo progetto?</em></p><p>Mi limito al nome, perché la domanda “chi sei” può mettere in crisi <img src='http://hubmilan.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> . Sono Fabrizio Ferreri. Sono Presidente dell’Associazione <a href="http://www.losportcheunisce.org/">Sportiamo – Lo sport che unisce</a> con cui stiamo lanciando <em>We Sport for Social</em> in partnership con <a href="http://www.we-sport.com/index.html">We-Sport</a>. Mi occupo anche di una startup web  <a href="http://urli.st/">http://urli.st/</a>, di cui sono COO. Tralascio gli altri progetti perché sono ad uno stato embrionale.</p><p><em>In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?</em></p><p><em>We Sport for Social</em> è un social network sullo sport con funzione sociale. L’obiettivo che ci proponiamo è duplice: far convergere sulla piattaforma tutte le realtà italiane che si occupano a vario titolo di sport inteso come vettore di educazione personale e di integrazione sociale (Associazioni, Federazioni Sportive, Fondazioni, enti in generale del Terzo Settore); e intercettare utenza appartenente a categorie disagiate per facilitarne l’accesso alla pratica sportiva (soggetti con disabilità fisica e mentale; in forte stato di deprivazione economica; con patologie conclamate e che soffrono di disturbi psichici e psicologici; ragazzi e bambini con problematiche relazionali, ecc&#8230;).</p><p><em>We Sport for Social</em> beneficia sia le realtà che si occupano di sport con funzione sociale perché attraverso la piattaforma possono gratuitamente promuovere le loro attività, incrementare la visibilità, fare rete e lanciare campagne di raccolta fondi; sia l’utente finale, e cioè il soggetto in situazione di svantaggio, perché su <em>We Sport for Social</em> può trovare corsi sportivi gratuiti (o a prezzo calmierato), le strutture sportive più vicine e meglio attrezzate, staff qualificati a supporto dell’attività.</p><p>In sostanza, il miglioramento che intendiamo generare è rafforzare l’ecosistema delle realtà che si occupano di sport con funzione sociale per garantire un maggiore e più facile accesso allo sport in favore di tutti coloro che attualmente, per varie ragioni di disagio, restano ai margini della pratica sportiva. Sapendo che fare sport può rappresentare per il soggetto portatore di disagio un miglioramento sensibile della qualità della propria vita.</p><p><em>Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà?</em></p><p>Cerco di vivere le difficoltà in senso costruttivo, come un’occasione per rafforzare la mia capacità di risposta ai problemi. E se a volte questa capacità non ne esce rafforzata, l’evidenza dell’insufficienza del proprio fare mi rende sempre più disponibile e aperto a ricercare la condivisione e l’aiuto altrui. Forse il terzo anno del mio dottorato in storia della logica. Dopo anni di studio, la percezione di totale nullità che iniziavo ad avvertire in relazione a quel tipo di occupazione, per un attimo ha suscitato in me un  senso di spaesamento molto forte.</p><p><em>Qual è stato invece il tuo maggiore successo?</em></p><p>Avverto una sensazione di “successo” tutte le volte che mi prendo la libertà di cambiare improvvisamente percorso. “Successo” per me non è quindi un traguardo o un raggiungimento specifico, quanto proprio questa libertà di svoltare, di assecondare i miei desideri e ciò in cui volta per volta credo.</p><p><em>Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete?</em></p><p>The Hub, senza piaggeria, è un luogo meraviglioso. Non solo il luogo fisico (che frequento soprattutto per gli eventi), quanto soprattutto quello spazio immateriale di collaborazione e trasferimento di idee, spunti e suggestioni tra gli hubber che si sviluppa anche ben al di fuori dai confini fisici della sede di Via Sarpi. Tante volte dire “sono hubber” è stato un segno di riconoscimento e il primo seme per avviare un dialogo, uno scambio stimolante. Far parte di The Hub – e non voglio esagerare – è un elemento identitario, è l’indicazione di un modo di intendere il proprio ruolo nella comunità.</p><p>Questa appartenenza, oltre ai tanti suggerimenti che si ricevono nel confronto concreto con gli altri hubber, che fertilizzano lo scambio apportando ognuno competenze e conoscenze di ambiti differenti, rafforza aspirazioni e consapevolezze, rende soggettivamente possibile qualcosa che altrimenti si avrebbe difficoltà anche soltanto ad immaginare.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-fabrizio-ferreri/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Meet the members: Giorgio Fiocchi</title><link>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-giorgio-fiocchi/</link> <comments>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-giorgio-fiocchi/#comments</comments> <pubDate>Mon, 02 Apr 2012 19:36:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Alberto Masetti-Zannini</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri membri]]></category> <category><![CDATA[The Hub]]></category><guid isPermaLink="false">http://hubmilan.com/it/?p=5027</guid> <description><![CDATA[Chi sei e qual è il tuo progetto? Sono Giorgio Fiocchi, ho 29 anni e sono socio di Lama Development and Cooperation Agency, un’agenzia di sviluppo e cooperazione che offre servizi di consulenza per le strategie di impresa, il management delle organizzazioni e l’innovazione delle politiche economiche e sociali. Il nostro progetto è di introdurre principi e modelli di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img width="526" height="350" src="http://hubmilan.com/wp-content/themes/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2012/04/Giorgio.jpg&amp;w=526&amp;zc=1&amp;a=c" alt="Meet the members: Giorgio Fiocchi" /><p><em><img class="alignnone size-full wp-image-5029" title="Giorgio" src="http://hubmilan.com/wp-content/uploads/2012/04/Giorgio.jpg" alt="" width="604" height="402" /></em></p><p><strong>Chi sei e qual è il tuo progetto?</strong></p><p><em>Sono Giorgio Fiocchi, ho 29 anni e sono socio di <a href="http://www.agenzialama.eu/?lang=en">Lama Development and Cooperation Agency</a>, un’agenzia di sviluppo e cooperazione che offre servizi di consulenza per le strategie di impresa, il management delle organizzazioni e l’innovazione delle politiche economiche e sociali. Il nostro progetto è di introdurre principi e modelli di sostenibilità e di innovazione sociale nella gestione di realtà economiche e sociali, siano esse aziende, organizzazioni non profit o enti pubblici.  Prendo spunto, viste anche tutte le riunioni che ci sono volute per definirla, dalla nostra mission, che sintetizza perfettamente le modalità con cui operiamo: ”Il contesto globale <em>è</em> teatro di continui cambiamenti. <a href="http://www.agenzialama.eu/?lang=en">LAMA</a> aiuta i propri clienti ad interpretarli e a tradurre gli elementi della complessità in fattori di crescita.”</em></p><p><strong>In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?</strong></p><p><em>Il contesto socio economico in cui ci troviamo ci impone di individuare modelli alternativi di fare impresa, di gestire il rapporto con l’ambiente, di pensare alle relazioni tra i territori e le comunità e i soggetti che li animano. Credo che introducendo principi e processi di sostenibilità e di innovazione sociale, non solo nelle realtà appena nate, le start up, ma anche laddove ci siano dinamiche consolidate e legate a modelli standardizzati, si possano ottenere risultati positivi e creare valore sociale, ambientale e anche economico. </em><em><a href="http://www.agenzialama.eu/?lang=en">LAMA</a> si relaziona con i propri clienti, i propri partner e le proprie “reti”, seguendo questi principi… e nel nostro piccolo crediamo di contribuire a rendere il mondo migliore!</em></p><p><strong>Qual è stato  il tuo maggiore successo?</strong></p><p><em>Credo che la soddisfazione più grande sia è quella di fare un lavoro che mi piace, con persone con cui condivido i principi che promuoviamo nei nostri progetti. Costruire giorno dopo giorno quelli che sono i rapporti con i partner, la nascita di nuovi progetti, le difficoltà per “far quadrare i conti”, insomma la gestione della quotidianità di una società di under 30, anche se tra poco, per colpa mia, perderemo questo status, è fonte di tante soddisfazioni.</em></p><p><strong>Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà?</strong></p><p><em>Tutto quello che ho descritto sopra va bene come risposta?&#8230;</em></p><p><strong>Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete?</strong></p><p><em>Sono a The Hub perché è un punto di riferimento per le tematiche che mi interessano e che riguardano il mio lavoro. Avere la possibilità di incontrare persone con progetti dai contenuti differenti ma accomunati dalla volontà di cambiamento, in un luogo accogliente e “a misura di innovazione” è un’opportunità oltreché un piacere. Cerco inoltre di rendermi utile con le mie business clinic sullo sviluppo strategico dei progetti degli hubbers.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://hubmilan.com/it/2012/04/meet-the-members-giorgio-fiocchi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Meet the members: Martina Camporeale</title><link>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-martina-camporeale/</link> <comments>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-martina-camporeale/#comments</comments> <pubDate>Mon, 26 Mar 2012 18:22:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Alberto Masetti-Zannini</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri membri]]></category> <category><![CDATA[The Hub]]></category><guid isPermaLink="false">http://hubmilan.com/it/?p=5022</guid> <description><![CDATA[Chi sei e qual è il tuo progetto? Sono Martina Camporeale ho 35 anni e mi occupo di enogastronomia dal 1998. Ho lavorato come buyer vini e sommelier, ho partecipato a diverse start-up come consulente per la ristorazione, lavorando a nuovi concept sul mangiare fuori casa. Nel 2006 ho creato i vinidadivano, corsi di avvicinamento [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img width="526" height="349" src="http://hubmilan.com/wp-content/themes/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2012/03/Martina.jpg&amp;w=526&amp;zc=1&amp;a=c" alt="Meet the members: Martina Camporeale" /><p><img class="alignnone size-medium wp-image-5023" title="Martina" src="http://hubmilan.com/wp-content/uploads/2012/03/Martina-500x331.jpg" alt="" width="500" height="331" /></p><p><strong>Chi sei e qual è il tuo progetto?</strong></p><p><em>Sono Martina Camporeale ho 35 anni e mi occupo di enogastronomia dal 1998. Ho lavorato come buyer vini e sommelier, ho partecipato a diverse start-up come consulente per la ristorazione, lavorando a nuovi concept sul mangiare fuori casa. Nel 2006 ho creato i <a href="http://www.vinidadivano.com/">vinidadivano</a>, corsi di avvicinamento al vino per bevitori in erba, un modo nuovo per parlare di vino senza sovrastrutture eccessive. Al contrario di tutti i gaudenti e foodies, non ho memorie d’infanzia seduta sullo sgabello in cucina a girare la crema. Mia nonna non era una cuoca sopraffina e mia madre mi ha nutrita a focacce e pesce crudo (mica merendine però! Santa donna…). Questo a dimostrazione che buongustai non si nasce, ma che il gusto si può educare ed è un processo irreversibile. Chi impara a mangiare bene difficilmente ridiventerà un mangiatore di junk food scellerato. </em></p><p><em>Il mio progetto si chiama <a href="http://www.zerobriciole.com/">zerobriciole</a> è un food delivery con le idee chiare. Cibo buono, bello e che ti vuole bene. Salubrità, ma senza punizione. La nostra innovazione non passa dalla particolarità della ricetta o dell’ingrediente impossibile, ma dal cambio di paradigma di fruizione. Un cibo che non ingombra, non sbriciola e non sporca, un mangiare “composto” e divertente che non impatta con la tecnologia e le scartoffie. La tradizione ci piace, ma non vogliamo viverla come un limite, ci piace ibridare cucine e stili, perché così che è nata la cucina, viaggiando. Nel nostro menù si possono trovare dai falafel alle madeleine, dallo spaghetto con il coriandolo alla pasta e fagioli.</em></p><p><em></em><strong>In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?</strong></p><p><em>Vorrei salvare Milano dallo scempio delle pause pranzo preriscaldate del bar. <a href="http://www.zerobriciole.com/">Zerobriciole</a> rende il mondo migliore perché si prende cura di un momento della giornata in cui il cibo viene visto più come un momento funzionale, che ludico e ricreativo come dovrebbe essere. Mi ha sempre affascinata il concetto di trasportabilità del cibo e trovo nel gelato la sua sintesi perfetta: il vero street food ante litteram. Mi piace mangiare in città, all’aria aperta, fuori da ogni schema orario ed ho sempre guardato con invidia come all’estero sia facile procurarsi una zuppa da passeggio o portare a spasso una bevanda calda senza ustionarsi come succede qui. <a href="http://www.zerobriciole.com/">Zerobriociole</a>, quindi, è stato pensato come cibo da scrivania, ma ai nostri clienti suggeriamo sempre di andarsi a fare una passeggiata, tanto il pranzo lo portiamo noi dove più si preferisce. In area C consegniamo in bicicletta grazie agli <a href="http://www.urbanbm.it/">UBM</a> e speriamo presto di coprire tutta la città.</em></p><p><strong>Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà?</strong></p><p><em>Quando mi sono resa conto di non potere avere accesso a nessun finanziamento e agevolazione, in quanto non troppo giovane, non troppo donna, non troppo soggetto svantaggiato, non troppo imprenditrice, non troppo milanese. Ho avuto un momento di grande scoramento e disistima nei confronti del mio paese. Il secondo momento è stato resistere alla tentazione a delinquere. Le nostre normative specie in materia di lavoro e assunzioni, mettono a dura prova l’integrità e la pazienza di un imprenditore. Alla fine sono riuscita a trovare delle soluzioni di inquadramento che rendessero felici tutti, mantenendo salda la natura etica di <a href="http://www.zerobriciole.com/">zerobriciole</a>, perché prima degli ingredienti biologici noi siamo rispettosi nei confronti dei nostri dipendenti, clienti e fornitori.Il terzo momento è stato quando stavano montando la canna fumaria del nostro laboratorio, c’erano gli operai sotto la neve su un’impalcatura semi traballante, appesi al tetto. C’erano vento e gelo e sembrava tutto sospeso e fragile. Più che momento di difficoltà, ho avuto sinceramente paura e un senso di responsabilità pesante. È la prima e l’ultima volta che ho pensato “ma chi me l’ha fatto fare!?”.</em></p><p><strong>Qual è stato invece il tuo maggiore successo?</strong></p><p><em>Essere stata capace di trovare i miei collaboratori, raccontando loro una storia, una visione, una poesia intorno a una polpetta, intorno a un laboratorio culinario e un progetto che ancora non esisteva, farli innamorare della filosofia, ispirarli, guidarli, convincerli a lanciarsi insieme a me. Loro sono stati coraggiosi e per me è stato un successo sedurli con una visione. Stiamo lavorando molto bene insieme e non è facile.</em></p><p><strong>Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete?</strong></p><p><em>Hub per me è stato prima di tutto un modo per entrare in connessione con una città nuova. Arrivata a Milano da qualche mese, non conoscevo nessuno, non avevo amici e riferimenti personali e professionali. Essere arrivata a the Hub mi ha dato la possibilità di entrare in contatto con persone, scambiare competenze, sapere di avere sempre un interlocutore con una visione originale pronto a confrontarsi, ma soprattutto ad ascoltare. Quando penso a the Hub mi viene sempre in mente il discorso di Jobs sui “connecting dots”: gli hubbers sono tanti puntini che collegandosi tra loro possono generare disegni e forme sempre nuovi, in tempi diversi su scenari diversi, una specie di grande mappa cosmica. È questo che mi piace di The Hub!</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-martina-camporeale/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Meet the members: Francesco Inguscio</title><link>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-francesco-inguscio/</link> <comments>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-francesco-inguscio/#comments</comments> <pubDate>Mon, 19 Mar 2012 10:49:05 +0000</pubDate> <dc:creator>Alberto Masetti-Zannini</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri membri]]></category> <category><![CDATA[Innovazione Sociale]]></category> <category><![CDATA[The Hub]]></category><guid isPermaLink="false">http://hubmilan.com/it/?p=5018</guid> <description><![CDATA[Chi sei e qual è il tuo progetto? Mi chiamo Francesco, ho 30 anni e mi piace realizzare i sogni (imprenditoriali) altrui. Questo è il sogno alla base di Nuvolab, un business accelerator per startup tecnologiche. Ai sogni d&#8217;impresa altrui mi dedico con impegno da qualche anno, prima lavorando alla Scuola Sant&#8217;Anna di Pisa per [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img width="526" height="537" src="http://hubmilan.com/wp-content/themes/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2012/03/io_e_totoro.jpg&amp;w=526&amp;zc=1&amp;a=c" alt="Meet the members: Francesco Inguscio" /><p><img class="alignnone size-medium wp-image-5019" title="io_e_totoro" src="http://hubmilan.com/wp-content/uploads/2012/03/io_e_totoro-489x500.jpg" alt="" width="489" height="500" /></p><p><strong>Chi sei e qual è il tuo progetto?</strong></p><p><em>Mi chiamo Francesco, ho 30 anni e mi piace realizzare i sogni (imprenditoriali) altrui. Questo è il sogno alla base di <a href="http://www.nuvolab.com/">Nuvolab</a>, un business accelerator per startup tecnologiche. Ai sogni d&#8217;impresa altrui mi dedico con impegno da qualche anno, prima lavorando alla Scuola Sant&#8217;Anna di Pisa per sviluppare le spinoff high-tech dei suoi ricercatori, poi gestendo l&#8217;outpost di business incubator italiano (M31) in Silicon Valley e infine dando una mano ad aprire il primo incubatore &#8220;open&#8221; italiano (EnLabs) a Roma. L&#8217;anno scorso ho ritenuto i tempi maturi per iniziare a fare tutto questo &#8220;a modo mio&#8221; e così l&#8217;11/02/2011 ho creato <a href="http://www.nuvolab.com/">Nuvolab</a>, un business accelerator &#8220;no frills&#8221; che si basa sul concetto che un gruppo selezionato di persone (che noi chiamiamo i &#8220;rainmakers&#8221;) molto concrete e cooperative possa in breve tempo creare aziende di valore che creino benessere per tutti, inclusa la comunità che la aiuta a crescere. Se poi qualcuno vuole approfondire l&#8217;argomento <a href="http://www.windbusinessfactor.it/palestra/startup-e-finanza/nuvolab-francesco-inguscio-incubatore/5228">può vedere qui un po&#8217; di pensieri in libertà</a>. </em></p><p><strong>In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?</strong></p><p><em>Luigi Einaudi pensava che la libertà economica fosse la condizione necessaria per le altre forma di libertà. Vedendo come la crisi stia limitando le nostre scelte personali e condizionando il nostro futuro, credo che ci sia un fondo verità in tutto questo. <a href="http://www.nuvolab.com/">Nuvolab</a>, aiutando a sviluppare nuove imprese giovani e innovative, non ambisce a cambiare l&#8217;Italia, ma a dare l&#8217;opportunità a persone meritevoli di non dover emigrare per sentirsi realizzati o a doversi sacrificare in lavori poco qualificati pur di restare in Italia. Non desidero altro che ci siano tante altre persone la vedano in questo modo e chissà che sia possibile una &#8220;<a href="http://www.slideshare.net/ingu/the-ubuntu-revolution-of-my-generation">ri(e)voluzione ubuntu</a>&#8221; che rinnovi il tessuto economico, e quindi poi quello sociale, anche in Italia. Studi della Kauffman Foundation hanno dimostrato che il lavoro &#8220;di valore&#8221; lo creano le startup (e lo tagliano le grandi aziende) e come non manco mai di <a href="http://www.digitaleconomyforum.it/def-tv/investire-nelle-startup-una-via-duscita-dalla-crisi">ripetere ad ogni occasione</a>, il sostegno alla crescita di nuove startup italiane oggi consentirà di avere un&#8217;Italia migliore domani.</em></p><p><strong>Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà?</strong></p><p><em>Scegliere la strada meno convenzionale quando, alcuni anni fa mi sono trovato a un bivio: accettare un lavoro comodo (il classico &#8220;posto fisso&#8221; negli uffici direzionali di una banca in Italia) o partire per la Silicon Valley grazie ad una borsa di studio (Fulbright BEST) che mi garantiva 6 mesi di copertura per un master e nessuna prospettiva per il dopo. Nella vita ho sempre preferito avere rimorsi piuttosto che rimpianti e per certo l&#8217;essere &#8220;hungry &amp; foolish&#8221; ha aiutato a scegliere. Con il senno di poi (e 2 anni di esperienze indimenticabili in California) credo che accettando il &#8220;posto fisso&#8221; avrei dovuto rinunciare ai miei sogni e, per citare Coelho, &#8220;è proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante&#8221;.</em></p><p><strong>Qual è stato invece il tuo maggiore successo?</strong></p><p><em>Avrei detto &#8220;<a href="http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2010/03/la-realta-aumentata-nellindustria-vrmedia-startup-dellanno-per-mind-the-bridge">vincere Mind The Bridge</a>&#8221; un paio d&#8217;anni fa a Stanford, ma vincere una competizione non vuol dire nulla; la vita non è una corsa, ma un tiro al bersaglio, non importa arrivare primi ma trovare un centro. Alla fine spero di aver trovato il mio centro in <a href="http://www.nuvolab.com/">Nuvolab</a>, ed essendo <a href="http://www.nuvolab.com/">Nuvolab</a> ancora solo una &#8220;startup&#8221;, il mio maggiore successo… è quello che deve ancora arrivare!</em></p><p><strong>Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete?</strong></p><p><em>Sono The Hub perché è un network di persone che vogliono cambiare il mondo, e questo obiettivo è la forza motrice alla base di qualsiasi startup di valore (oltre che uno dei blog di riferimento per gli startuppari della Valley, <a href="http://blog.guykawasaki.com">How to change the World</a>). Il fatto che sia una rete di persone è estremamente affine alla mia visione &#8220;collaborativa&#8221; del &#8220;doing the right thing right&#8221;. Penso inoltre che per quanto le intenzioni siano buone, molte delle idee che vedo nel network possano beneficiare di supporto sul lato implementazione, per cui penso potrei essere utile alla rete sul fronte &#8220;rainmaking&#8221; in futuro. Non secondario nella mia scelta di far parte di The Hub, il fatto che molti cari amici siano tra i fondatori di numerosi Hub in giro per l&#8217;Italia =)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-francesco-inguscio/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Meet the members: Marco Paracchini</title><link>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-marco-paracchini/</link> <comments>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-marco-paracchini/#comments</comments> <pubDate>Mon, 12 Mar 2012 12:31:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Alberto Masetti-Zannini</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri membri]]></category> <category><![CDATA[The Hub]]></category><guid isPermaLink="false">http://hubmilan.com/it/?p=5008</guid> <description><![CDATA[Chi sei e qual è il tuo progetto? Sono un libero professionista nell&#8217;ambito della comunicazione audiovisiva e divido il mio tempo tra produzioni video ed educazione accademica. Il mio progetto è mirato ad avvicinare il mondo dei giovani (ma non solo) alla comprensione di temi importanti, ad esempio la cattiva natura del junk-food, l&#8217;importanza della [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img width="526" height="332" src="http://hubmilan.com/wp-content/themes/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2012/03/Marco-Paracchini.jpg&amp;w=526&amp;zc=1&amp;a=c" alt="Meet the members: Marco Paracchini" /><p><img class="alignnone size-medium wp-image-5009" title="Marco Paracchini" src="http://hubmilan.com/wp-content/uploads/2012/03/Marco-Paracchini-500x315.jpg" alt="" width="500" height="315" /></p><p><strong>Chi sei e qual è il tuo progetto?</strong></p><p><em>Sono un libero professionista nell&#8217;ambito della comunicazione audiovisiva e divido il mio tempo tra produzioni video ed educazione accademica. Il mio progetto è mirato ad avvicinare il mondo dei giovani (ma non solo) alla comprensione di temi importanti, ad esempio la cattiva natura del junk-food, l&#8217;importanza della raccolta differenziata, la sicurezza stradale, la verità e la bellezza del rispetto uomo-ambiente. Temi che vivono spesso di luoghi comuni con spot pubblicitari non sempre idonei al linguaggio popolare. Il progetto mira ad incanalare idee su queste tematiche, confrontandosi con stilemi narrativi cinematografici che attirino per qualità e contenuto. Più semplicemente: creare cortometraggi, scrivendoli ascoltando in primis i giovani e realizzandoli con il loro contributo. Aiutare a far capire, ascoltando per primi! </em></p><p><strong>In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?</strong></p><p><em>Il progetto battezzato &#8220;SaEBe&#8221; (acronimo di Salute, Educazione e Benessere) tende a usare metodologie di narrazione basate sull&#8217;audiovisivo affinché il fruitore finale sia volontariamente spinto a osservarlo, percependo in maniera indiretta il messaggio. Realizzare uno spot con un claim in stile &#8220;smetti di fumare, fumare fa male&#8221; non ha mai aiutato a far smettere di fumare nessuno! Serve un modo neutrale per imporre un buon messaggio. Raccontarlo attraverso una trama cinematografica in breve (cortometraggio) a tema libero ma con una cornice incentrata sul tema, può e deve smuovere le coscienze di chi lo osserva. Il cinema è la prima forma di entertainment al mondo, ridicolo continuare a rifiutare, nel 2012, questo veicolo. Miglioriamo il mondo attraverso veicoli belli da vedere e facili da capire, senza per forza di cose, sperperare quattrini in campagne old-style. </em></p><p><strong>Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà? </strong></p><p><em>Trovo difficoltà a far passare sempre la potenzialità che il medium audiovisivo possiede. Molti imprenditori italiani e gli enti istituzionali, pensano ancora alla vecchia maniera. Non trovano sensato sostenere una produzione di un film breve o di uno spot e spendono poi decine di migliaia di euro per realizzare un solo sito o dei cartelloni pubblicitari che pochi guarderanno. Con la tecnologia moderna un video viene rimbalzato su portali e social network. </em></p><p><strong>Qual è stato invece il tuo maggiore successo? </strong></p><p><em>L&#8217;unica operazione commerciale, operata a scopi educativi attraverso il progetto &#8220;SaEBe&#8221;, s&#8217;è sviluppata grazie a un&#8217;azienda piemontese con partecipazioni pubbliche e private. Nonostante i primi tentennamenti costituiti per lo più dalle burocrazie politiche interne, il progetto di tre spot pubblicitari incentrati sull&#8217;importanza della raccolta differenziata hanno visto la luce nel 2010. L&#8217;idea, nata a The Hub e portata avanti con altri professionisti di Torino, ha visto la collaborazione anche del Provveditorato agli Studi del Piemonte Orientale e siamo riusciti a realizzare tre spot con gli studenti del Liceo Artistico di Novara. I corti (li chiamo così poiché la durata era di 90 secondi l&#8217;uno) sono stati presentati in tutte le scuole, dalle elementari alle superiori, sono stati trasmessi in televisione e situati su diversi portali web per oltre un anno e c&#8217;è stata addirittura una presentazione ufficiale in grande stile. </em></p><p><strong>Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete? </strong></p><p><em>Mi colpì il sottotitolo, definiamolo così, che vidi sul portale di HUB: &#8220;lo spazio per chi vuol cambiare il mondo&#8221;. Considerando che per il sociale avevo già realizzato cortometraggi e spot no-profit, in quello spazio cercavo nuova energia per dar luce alle mie idee. Essere parte di una rete come questa è fondamentale per la possibilità di trovare persone con la medesima sensibilità, disponibili anche a mettersi in gioco per mete comuni. Non sempre le cose vanno per il meglio ma almeno qui c&#8217;è la voglia di fare e trovi sempre qualcuno pronto a ricevere la tua idea con un sorriso, pronto anche a capire come e cosa possa fare per aiutarti. Questa è la forza di The Hub!</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-marco-paracchini/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>The Hub Milano ospita il primo Social Innovation Camp in Italia</title><link>http://hubmilan.com/it/2012/03/the-hub-milano-ospita-il-primo-social-innovation-camp-in-italia/</link> <comments>http://hubmilan.com/it/2012/03/the-hub-milano-ospita-il-primo-social-innovation-camp-in-italia/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Mar 2012 14:13:01 +0000</pubDate> <dc:creator>Alberto Masetti-Zannini</dc:creator> <category><![CDATA[Eventi]]></category> <category><![CDATA[Innovazione Sociale]]></category> <category><![CDATA[The Hub]]></category><guid isPermaLink="false">http://hubmilan.com/it/?p=5003</guid> <description><![CDATA[E’ stato lanciato a Milano il primo Social Innovation Camp italiano, un concorso che unisce idee, persone e strumenti digitali per trovare soluzioni ai problemi della nostra città. Le migliori idee verranno trasformate in realtà durante un laboratorio di 48 ore che si svolgerà presso The Hub Milano tra l’8 e il 10 giugno 2012. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img width="526" height="540" src="http://hubmilan.com/wp-content/themes/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2012/03/SIC_MilanoLogo.jpg&amp;w=526&amp;zc=1&amp;a=c" alt="The Hub Milano ospita il primo Social Innovation Camp in Italia" /><p><img class="alignnone size-medium wp-image-5055" title="SIC_MilanoLogo" src="http://hubmilan.com/wp-content/uploads/2012/03/SIC_MilanoLogo-486x500.jpg" alt="" width="486" height="500" /></p><p>E’ stato lanciato a Milano il primo <a href="http://www.sicampmilano.org/">Social Innovation Camp</a> italiano, un concorso che unisce idee, persone e strumenti digitali per trovare soluzioni ai problemi della nostra città. Le migliori idee verranno trasformate in realtà durante un laboratorio di 48 ore che si svolgerà presso The Hub Milano tra l’8 e il 10 giugno 2012.</p><p>Attraverso <a href="http://www.sicampmilano.org/">il proprio sito</a> il SICamp raccoglierà le soluzioni più innovative a problemi di natura sociale, ambientale e culturale. Alle sei idee vincenti verranno affiancati team di esperti, provenienti da diversi ambiti tra cui la programmazione informatica e lo sviluppo di tecnologie digitali, la pianificazione finanziaria, la comunicazione e il marketing, il business development e il fundraising, che insieme forniranno ai partecipanti gli strumenti pratici per trasformare le idee in realtà.</p><p>SiCamp è organizzato da The Hub Milano in partnership con <a href="http://www.sicamp.org/">Social Innovation Camp</a> (Gran Bretagna), <a href="http://esterni.org/">esterni</a>, <a href="http://www.wwf.it/client/regionali.aspx?root=1108&amp;content=0">WWF Lombardia</a>, <a href="http://ciessevi.org/">Ciessevi Milano</a>, con il sostegno di <a href="http://www.fondazionecariplo.it/portal/sv1.do;jsessionid=C1D9C62DF08620A3E7AAC5E33193110D.dana">Fondazione Cariplo</a> e <a href="http://www.unicreditfoundation.org/">UniCredit Foundation</a>, e in collaborazione con <a href="http://www.avanzi.org/">Avanzi</a> / <a href="http://www.makeacube.com/">Make a Cube</a>.</p><p>Cittadini di qualsiasi età e professione sono incoraggiati a partecipare. Le soluzioni presentate dovranno presentare le seguenti tre caratteristiche:</p><ol><li>essere legate al web &#8211; il prodotto finale dovrà essere infatti un sito o un app per smart phone;</li><li>dimostrare di avere un forte impatto su una o più sfide di natura sociale, ambientale o culturale, preferibilmente a Milano e in Lombardia, ma anche nel resto d’Italia;</li><li>essere innovative e in una fase preliminare di sviluppo.</li></ol><p>Una serie di workshops informativi per coloro che sono interessati a partecipare al SICamp Milano si stanno tenendo a The Hub Milano in Via Paolo Sarpi 8.</p><p>Chi volesse iscriversi a uno di questi primo workshops formativo, potrà farlo <a href="http://sicampworkshop.eventbrite.co.uk/">registrandosi qui</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://hubmilan.com/it/2012/03/the-hub-milano-ospita-il-primo-social-innovation-camp-in-italia/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Meet the members: Carla Zorzo</title><link>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-carla-zorzo/</link> <comments>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-carla-zorzo/#comments</comments> <pubDate>Mon, 05 Mar 2012 12:21:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Alberto Masetti-Zannini</dc:creator> <category><![CDATA[I nostri membri]]></category> <category><![CDATA[The Hub]]></category><guid isPermaLink="false">http://hubmilan.com/it/?p=4994</guid> <description><![CDATA[Chi sei e qual è il tuo progetto? Sono Carla, una campagnola che era stanca di cercare un posto migliore in cui vivere, e alla fine, arrivata nella city, ha deciso di provare a fare qualcosa di tangibile per creare il posto in cui vale la pena vivere. Il mio progetto tradisce le mie origini, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img width="526" height="351" src="http://hubmilan.com/wp-content/themes/bigfeature/library/timthumb/timthumb.php?src=/wp-content/uploads/2012/03/Carla-Zorzo.jpg&amp;w=526&amp;zc=1&amp;a=c" alt="Meet the members: Carla Zorzo" /><p><img class="alignnone size-medium wp-image-4995" title="Carla Zorzo" src="http://hubmilan.com/wp-content/uploads/2012/03/Carla-Zorzo-500x333.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p><p><strong>Chi sei e qual è il tuo progetto?</strong></p><p><em>Sono Carla, una campagnola che era stanca di cercare un posto migliore in cui vivere, e alla fine, arrivata nella city, ha deciso di provare a fare qualcosa di tangibile per creare il posto in cui vale la pena vivere. Il mio progetto tradisce le mie origini, si chiama infatti <a href="http://www.afajolo.it/">AFajolo</a> (che si legge a fagiolo) e vuole offrire ai giovani creativi un ingresso laterale al mondo del lavoro e alle aziende un&#8217;uscita di emergenza dalla crisi, facendo fruttare gli uni le risorse degli altri diffondendo uno spirito di squadra che alla fine potrebbe diventare un motivo in più per rimanere.</em></p><p><strong>In che maniera il tuo progetto rende il mondo migliore?</strong></p><p><em>L&#8217;obbiettivo più ambizioso di AFajolo è diffondere tra progettisti, produttori e consumatori la cultura del progetto da cui ci siamo purtroppo allontanati. Comprendere la progettualità significa apprezzare le qualità concrete di ciò che ci troviamo a concepire, realizzare o acquistare; questo concetto così astratto ha un&#8217;applicazione molto pratica: quanto spendete in media per una bottiglia da un litro d&#8217;olio d&#8217;oliva? Vi sembra un prezzo congruo per un prodotto il cui frutto viene raccolto a mano, passa attraverso 5 fasi di lavorazione e viene poi imbottigliato? E ora ditemi, quanto spendete in media per una spremuta d&#8217;arancia al bar?</em></p><p><strong>Qual è stato il tuo momento di maggiore difficoltà?</strong></p><p><em> Il momento più complesso è stato convincermi del potenziale dell&#8217;idea e passare dalle macchinazioni machiavelliche all&#8217;attuazione vera e propria. Sarei potuta rimanere anni a perfezionare il mio progetto sulla carta senza mai sentirmi pronta a realizzarlo, soprattutto perché ero sola in quella fase del progetto. La svolta è arrivata quando ho iniziato a raccontare il mio progetto prima a The Hub e poi in qualsiasi occasione. Le reazioni della gente e i loro commenti mi hanno permesso di superare le mie paranoie e di passare all&#8217;azione.</em></p><p><em></em><strong>Qual è stato invece il tuo maggiore successo?</strong></p><p><strong></strong><em>Il lancio, senza dubbio. Consiglio a tutti di farlo, che il progetto sia fisico, virtuale, grande o piccolo. Va pianificato bene, invitando persone amiche oltre che i destinatari del progetto, studiando i particolari per valorizzare al massimo gli sforzi fatti finora. Vi permetterà di cambiare il vostro mindset; ci sarà un prima e un dopo, nella fase di sviluppo niente è definitivo, tutto cambia di continuo, si aggiusta, mentre dopo si fa sul serio.</em></p><p><em></em><strong>Perché sei a The Hub e che cosa ti sta dando essere parte di questa rete?</strong></p><p><strong></strong><em>Sono entrata a The Hub quando ancora <a href="http://www.afajolo.it/">AFajolo</a> si chiamava Il Punto ed era un mero esercizio accademico. The Hub mi ha permesso di credere che cambiare le cose fosse possibile, non solo auspicabile. Qui ho trovato tante persone che non si lamentavano, e che cercavano soluzioni reali a problemi reali. Questo supporto è continuato lungo tutto il percorso. Bastava un giretto a The Hub per trovare qualcuno con cui confrontarsi sulle varie problematiche che creare una startup genera. E alle fine mi ha offerto una location fantastica, la Sala delle Nuvole, per il lancio di <a href="http://www.afajolo.it/">AFajolo</a> due mercoledì fa.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://hubmilan.com/it/2012/03/meet-the-members-carla-zorzo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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