Posted on 08 September 2009. Tags: Agricoltura Urbana, Ambiente, Orti Urbani, Sostenibilità

Il municipio di Chicago
National Geographic ha pubblicato poco prima dell’estate un servizio su giardini e orti urbani, o “tetti verdi” come li chiamano gli anglosassoni, questi rettangoli di terra che noi abbiamo rubato al suolo per costruire i nostri palazzi e ridonato al cielo svariati metri piu’ in alto!
Ad accompagnare l’articolo, National Geographic ha pubblicato delle bellissime immagini dei fotografi Diane Cook e Len Jenshel, tra cui quella in apertura del nostro post. Ne riportiamo alcune delle piu’ suggestive qui sotto, nella speranza che anche a Milano si cominci a immaginare un panorama di questo tipo!

Panorama di New York dal tetto dello studio architettonico Cook + Fox

Una fermata dell'autobus a San Francisco; il tetto dell'Imperial Hotel a Tokyo

Una ex fabbrica a Londra, ora residenza eco-sostenibile dell'architetto Justin Bere
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Posted on 13 July 2009. Tags: Agricoltura Urbana, Gran Bretagna, Sustain

In un mondo che fa sempre più fatica a nutrirsi, come ha ripetuto ancora una volta il Segretario Generale dell’ONU all’Aquila, non e’ un mistero che chi si occupa d’innovazione sociale stia rivolgendo sempre di piu’ l’attenzione al fenomeno dell’agricoltura urbana come ad una possibile parziale soluzione. Basta guardare l’articolo di Gianfranco Chicco recentemente pubblicato su Wired Italia, su come verdura venga ormai coltivata nei caveau del centro di Tokyo. O al putiferio mediatico suscitato dal primo raccolto dell’orto creato da Michelle Obama alla Casa Bianca.
E’ un tema, pero’, che alcuni promuovono da anni, ben prima che crescere il proprio cibo diventasse una moda. Sustain – l’organizzazione britannica partner di The Hub che si occupa di migliorare la qualità del cibo e dell’agricoltura – se ne occupa da sempre e ci manda una interessante rassegna di articoli e informazioni sul mondo dell’agricoltura urbana. Tra quelli di maggior rilievo:
- Un pezzo sui parchi e frutteti di Manchester;
- Un pezzo sul Telegraph, uno sul Guardian e uno sul Times su agricoltura urbana a Buckingham Palace;
- Un articolo su edifici nella City colpiti dalla crisi e convertiti in orti urbani;
- Un altro su Carrot City, la mostra a Toronto sull’Agricoltura Urbana;
- Un articolo su Food4Families, un nuovo progetto di coltivazione urbana a Reading;
- Un pezzo su un orto sul tetto del Glide Memorial Church a San Francisco;
- Un articolo sui cosiddetti “muri verdi”;
- Un pezzo sulla crisi finanziaria, gli inglesi, gli orti e sul coltivare il proprio cibo;
- Un altro sulla rivoluzione orticulturale di Rosie Boycott;
Infine, Abundance, un progetto comunitario di Sheffield, a pubblicato un’ottima guida su come coltivare frutta in contesti urbani. La guida spiega in maniera semplice e dettagliata le tecniche di coltivazione piu’ adatte a questo tipo di coltivazione. In piu’ e’ completamente gratis! La potete scaricare qui (PDF)!
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Posted on 04 March 2009. Tags: Agricoltura Urbana, Crepeurbane, Orti Urbani

Courtesy: Jon Popham @ www.takepart.com
Il fenomeno dell’orto urbano, proposto come ridefinizione moderna dello spazio urbano, come ha fatto il gruppo Work Architecture Company di New York, che ha vinto l’edizione 2008 del premio MoMa per giovani architetti, sta sempre più prendendo piede. Ma non solo: ai giardini ricavati da spazi abbandonati, alla valorizzazione degli scarti, si affiancano le cucine biologiche, gli esperimenti di compostaggio degli scarti alimentari, la creazione di network di persone che collaborano insieme per migliorare alcuni aspetti della propria vita quotidiana. E che trovano in questi momenti un occasione per intrecciare anche relazioni per ricreare un patrimonio di beni comuni e una filosofia della vita basata su aspetti etici che hanno un concreto effetto anche sulle economie locali.
In Italia molti gruppi stanno portando avanti iniziative di questo tipo. Tra questi c’è Crepeurbane, che a Bologna, presso l’Urban Center, ha presentato la mostra fotografica Ins*orti Crepe Fertili. Le immagini riportavano l’atlante delle specie vegetali spontanee maggiormente diffuse sul territorio urbano bolognese; quelle che colonizzano le infinite crepe urbane, e che, nonostante le loro apparenti dimensioni di fragilità, fratturano muri e strade. Gli interventi di Crepe urbane e degli altri guerrilla gardeners recuperano l’eterogenicità, proprio a partire da ciò che più è stato soffocato dal tessuto urbano a sviluppo rapido. Liberare le piante e gli ortaggi diventa dunque simbolo di una protesta contro l’estirpazione di elementi che, come i vegetali, creano reti complesse indispensabili per la nostra sopravvivenza.
[guest blogger: Mariella]
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